Proposta Alleva contro la precarietà

18 03 2008

By Andrea

Care compagni, cari compagni, care cittadine, cari cittadini….sono tornato…appena posso mi rendo utile….la propaganda elettorale procede bene – compresi insulti e discussioni con vecchietti  – sarebbe di certo gradita una partecipazione maggiore anche delle altre forze giovanili e non della Sinistra….a proposito ho appena letto che martedì 1 aprile alle 20:30 a Comacchio, nella sala Polivalente di Palazzo Bellini, via Agatopisto ci sarà un’assemblea pubblica della Sinistra arcobaleno e sarà interverrà Franco Giordano….

Scrivo comunque per ricordare una proposta di legge contro la precarietà scritta dal prof. Piergiovanni Alleva e sottoscritta nell’ultimo governo Prodi da tutta la Sinistra (Prc, Pdci, Sd, Verdi) che mi pare di certo non esaustiva ma sicuramente molto interessante. Aggiungo i riferimenti telematici per trovare il testo completo e commento dello stesso Autore:

http://www.arci.it/dwn.php?trigger=6GEAAA oppure… http://209.85.135.104/search?q=cache:FZLCQ5sSbmUJ:www.arci.it/dwn.php%3Ftrigger%3D6GEAAA+Alleva+piergiovanni&hl=it&ct=clnk&cd=8&gl=it Vi consiglio di leggerla se ancora non lo avete fatto, può essere molto utile, anche in questa campagna elettorale priva di argomenti da parte di pd e pdl…





Il “grande veicolo” gira verso…

17 03 2008

[estratto] Forse le moltitudini immanenti all’Impero si stanno infine mobilitando. Secondo la migliore ipotesi di Negri di un potere liscio che genera gli spazi di resitenza, resistenze che scoppiano come focolai, assime ma senza ordine, nello stesso periodo ma non organizzati. La ruota del “grande veicolo” si è mossa nella speranza che il grande meccanismo dell’umanità inizi a vibrare all’unisiono nella naturalezza e nelle linee del rticolo imperiale. Allargando il nostro orizzonte limitato del teatrino elettorale si stagliano le nere nubi delle lotte mondiali contro il cielo neoliberista che sovrasta tutto.

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American’s dream

5 03 2008

obamaLa ripresa di Hillary affanna Obama, la partita è decisamente spietata e fratricida anche a giudicare dagli spot della Clinton che inaugurano un periodo di battaglia del terrore e di colpi bassi.

Ma in Italia (certo non votiamo ma a chi non interessa la partita degli States?) dal centro alla sinistra moltissimi tifano Obama, cos’avrà di tanto affascinante quest’uomo? [continua a leggere...]





Là dove c’era l’erba ora c’è…

3 03 2008

 

Lido di Pomposa, febbraio 2008. Sono passati pochi mesi dalla fine dell’estate, ma sono sembrati abbastanza per sconvolgere una volta di più il paesaggio di questo tranquillo lido. Come per incanto, una nuova colata di cemento e un nuovo bosco di mattoni hanno cancellato per sempre una gran parte dei prati e degli spazi verdi che affiancavano prima la spiaggia.

Senza poter sfuggire all’avanzata dell’incessante sviluppo,sempre più spesso confuso con la voglia di progresso, questa zona ha conosciuto un incremento edilizio spettacolare, oltre che uno scippo continuo di spazio rubato all’ecosistema di boschi e dune fossili.

La situazione sembra essere da tempo fuori controllo. Il piano regolatore concepito per questo Lido, ha sicuramente subito, dagli anni ’50 in poi, progressive modificazioni e adattamenti, pur rimanendo sostanzialmente coerente nel tempo. Le prime “magnificenze architettoniche” si sono viste con la costruzione dei grandi palazzi bianchi e blù quasi sulla riva del litorale, e sono continuate negli anni Novanta con le prime villette a schiera sulla spiaggia, unicamente a uso e consumo di una certa elitè privilegiata, e destinate da subito ad una rapida svalutazione.

Ma è da qualche tempo, una decina d’anni circa, che ad occupare la scena immobiliare è un ricco mecenate ferrarese, che grazie ad una serie di condizioni favorevoli a lui ma non solo a lui, è riuscito a mettere in atto un progetto ambizioso quanto dannoso.

Grazie a precisi accordi con l’amministrazione locale, il gruppo del facoltoso investitore, è riuscito a ricoprire l’intera zona delle sue prodezze architettoniche, che per aspetto e struttura risultano completamente incompatibili con l’intero sistema di regolazione edilizia. Davvero non è possibile allo stato attuale dei fatti vedere una via d’uscita da questa distruzione continua del paesaggio e della vegetazione che compongono il litorale ferrarese. Oltre al danno visivo e ambientale di questa nuova giungla di cemento, si deve aggiungere il pericolo per il fragile ecosistema faunistico, messo a dura prova da anni di ruspe e di urbanizzazione selvaggia.

È il caso a questo punto di fare un tentativo per individuare le responsabilità che hanno portato la situazione a questo punto di limite. Va per sé che, ad essere chiamata in causa, debba essere l’intera amministrazione locale, politici e assessori di Comacchio e dei suoi Lidi. La palese commistione di interessi e di accordi economici tra le due parti in causa, attraverso la continua erogazione di concessioni edilizie, è riuscita a garantire la prosecuzione di questo legame per anni e anni. L’afflusso di ricchezza nelle casse dei comuni interessati, attraverso il pagamento delle tasse sui terreni occupati dalle costruzioni, ha permesso la presenza di decine e decine di case sfitte, che probabilmente non vedranno mai occupazione. Come possiamo scambiare un paesaggio così speciale, con le valli e tutta la sua unicità, in cambio di una nuova era di turismo fagocitante consumo d’estate e una groviglio di vuote e aride case d’inverno, tutte uguali una all’altra, che affollano deserte quegli spazi che prima erano liberi e aperti a tutti. È da troppo tempo che questa situazione va avanti, ed è giunto il momento di fermarsi a riflettere. La lotta per la salvaguardia del nostro territorio è cosa che deve riguardare tutti noi, a qualsiasi livello e grado. Politicamente deve essere priorità, e socialmente un valore. Ciò che dovrebbe muovere l’azione politica, la nostra azione politica, è la volontà di sovvertire l’attuale stato di cose. La logica del profitto e del consumismo non è affar nostro, e noi la rifiutiamo.

Antonio Vergoni