25 Aprile

21 04 2008

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250408

Anto e Andrea

PARTIGIANI OGGI

25 Aprile 2008

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo”.

(Antonio Gramsci, Indifferenti)

Sono passati 63 anni dall’esperienza che ha segnato tutta la storia del nostro dopoguerra:

la resistenza al nazifascismo e la liberazione verso la democrazia.

I comunisti erano tra coloro che hanno scritto la Costituzione, che l’hanno resa possibile col valore delle loro idee e col sacrificio della loro vita.

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

(Art. 3, Costituzione della Repubblica Italiana)

Da quell’esperienza di costruzione di idee e di voglia di ribellione noi vogliamo oggi, nel dramma di un’Italia abbandonata al triste destino di una nuova egemonia neofascista, riproporre una politica che riscopra il senso di quelle lotte.

Conflitto, la parola d’ordine. Nei luoghi di lavoro, nelle università, nelle piazze, ovunque emergano contraddizioni.

Riproporre attraverso l’azione la risposta ad un nemico che oggi come ieri sembra avere una forza quasi devastante.

I comunisti vogliono avere oggi la stessa passione per lottare partendo da questa “nuova clandestinità”, risalendo sulle barricate e riaprendo il conflitto di classe.

Via Rampari di San Paolo, 66/A Tel. 0532-763379 Ferrara





Ah!…

19 04 2008

Ah! Wojtyla la P2….Ah! Cossiga la DC…..Ah! BR Platini…Ah! Repubblica la RAI….Ah! Forlani la DC…Ah! Pertini e Platini ….. Ah! Chi mai dentro di sé il vuoto misurò?

Ci siamo lasciati dietro pezzi immensi di sentimenti: questa sinistra che non è più il motore culturale di un Paese deve capire che non sarà più nulla se non riparte dai sentimenti. Non è la nostalgia il sentimento migliore per ripartire ma un pò di brividi sulla pelle, pensando a quanto la abbia prodotto la sinistra e che mondo abbiamo affrontato, ci faranno bene. Il ‘43, il ‘45, il ‘68, il ‘72 gli anni di piombo, mani pulite!

Abbiamo prodotto più libri, canzoni, opere teatrali che non brigatisti. Abbiamo prodotto nel ‘900 più di ogni altra corrente di pensiero, abbiamo inventato la politica moderna, abbiamo sfidato Dio con le parole taglienti dei filosofi, sfidato l’opinione dei benpensanti che credevano che le donne dovessero stare solo davanti ai fornelli, sfidato la società civile che degradava i “folli” ed i carcerati e che pensava che essere omosessuali fosse contro la natura e contro Dio e cantato la libertà d’espressione e di pensiero.

Abbiamo combattuto le lotte più dure che la politica italiana ha prodotto, e non c’era cultura al di fuori del fermento che riuscivamo a trasmettere ai giovani, agli anziani, alle donne, agli operai che legevano la letteratura russa nelle riunioni in fabbrica! Siamo ridotti ad uno straccio. Ma io non credo che la gente si sia già scordata cosa la sinistra è stata realmente! Forse hanno pensato che oggi si debba cambiare rotta. Il partito dev’essere smembrato e ricomposto, prima di fare politica si deve tessere nuovamente il tessuto che aveva fatto della sinstra la fucina del pensiero critico e della creatività. Se non fossimo più in grado di assolvere a questa necessità, allora dovremmo realmente sciogliere tutto e lasciare che i singoli, che la massa, vada dove deve andare senza di noi. Cantiamo, scriviamo, fotografiamo, recitiamo! Bisogna colmare il vuoto immenso che si è creato e qui non c’entra la politica ma solo il sentimento, l’amore, la voglia di ricostruire. Un abbraccio…Vi lascio con le parole di un compagno!!!!!

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci, 1917

A.T.

Nel bene e nel male abbiamo una storia non indifferente con la quale fare i conti

tuttiche





Good bye my darling…

15 04 2008

Nessuno ha la forza per urlare? Ebbene questa, cari compagni, non è una sconfitta politica ma una sconfitta culturale storica senza precedenti. Tutti dicono che il PD ha ucciso la Sinistra, ma non è completamente vero… Ci ha ucciso la Lega. NON HA VINTO IL CAPITALE…HA VINTO LA PAURA DELL’ALTRO.

Ha vinto la paura dell’immigrato, della Cina, dell’Europa, del Sud.

I lavoratori non ci hanno scelto, e se anche Ferrando e Turigliato fossero stati con noi il disastro non ci avrebbe risparmiato…..anche se fossimo passati sarebbe stato una arrampicata sugli specchi.

Compagni, è finita un’era… Da tempo la post-modernità tentava di sbancare, ed ora che anche la sinistra, i socialisti, le destre storiche, sono scomparse, solo l’UDC rimane un souvenir dell’epoca moderna.

PD e PDL come simulacri di un’Italietta americana con due sole forze e qualche incomodo furbo.

Senza la rappresentanza in parlamento, senza i fondi, i giornali, i tesserati, che rimane?

Quando il computer ha fatto mettere in soffitta la Olivetti Lettera 21 si è segnata la storia, ma le macchine dello scrittore, come la vecchina Remington, rimangono come segno di un modo di scrivere, di un saper fare lettereatura senza pari, di un giornalismo instancabile.

Noi rimaniamo, come quella macchina, il segno di un modo di fare politica e di vedere il mondo senza eguali.

Come ha detto il compagno Bertinotti “ho sempre creduto che i molti non abbiano ragione per forza”.

Certo è che la nostra analisi non dovrà essere svelta, superficalmente legata ai voti e alla propaganda, ma dovrà andare in profondità – alle origini del nostro essere politico – e demolirci completamente per leggere in ogni pezzetto raccolto i segni su cui riedificare. Abbiamo tutto il tempo, ora, per capire dove si deve andare.

Forse non siamo stati puniti perchè troppo estremi, ma perchè troppo moderati….(la lega non è un partito moderato)…dimentichi della lotta sociale a cui anche Giordano voleva guardare in campagna elettorale.

Tutti dicono :” non era più la sinistra di una volta”. Allora ecco! Non più moderati…ma più incazzati, più decisi, più comunisti dovevamo tornare ad essere!?!?! Almeno avremmo perso (forse) lottando, come recita un famoso adagio cubano che tutti conosciamo….

Alex T.





Sinistra – No Limits!

2 04 2008

nolimits

A quelli che dicono che siamo una sinistra radicale ed estrema cosa si risponde? Per tanto tempo io mi arrabbiavo: “estrema cosa???”Oggi ho capito. L’Italia è un Paese estremo. Le condizioni di lavoro in Italia sono estreme, il sistema è radicalmente ingiusto, la cultura è estremamente bistrattata, i giovani sono alle estremità di una società vecchia, le condizioni economiche sono al limite della sopportazione. E’ per questi mali estremi che occorrono estremi rimedi – come recita un vecchio proverbio – e posizioni radicalmente diverse.

Sono “estremamente” convinto che gli ideali, i sentimenti, gli affetti, non debbano essere scambiati a prezzo di mercato. Sentire parlare in questi giorni di voto utile mi ha dato il disgusto. Ho dovuto dar ragione a Casini quando ha detto “no! Occorre un voto sui valori”. Io non darò il mio voto a lui, e chi come lui non lo darà a noi…Certo che no. Ma è chiaro che non si può mercificare tutto. La politica a sinistra, fatta con coscenza, con impegno e mente lucida – anche con critica – è uno sport etremo. Le idee ci impegnano sulle zone limite del sociale. Left! No limits! – se si potesse usare uno slogan rinomato- per rendere conto a chi crede che le battaglie che si combattono siano estreme. In caduta libera verso un mondo differente. Però….a rileggermi è evidente che sono stato estremamente sentimentale. Cazzo! Sarò mica diventato…

Alex.