Campagna dei Giovani Comunisti di Ferrara per la difesa della Scuola e dell’Università pubblica

30 09 2008

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’UNIVERSITA’!!

PER UN REALE DIRITTO ALLO STUDIO !!

Il 21 agosto 2008 il DL Tremonti è diventato legge.

Gli articoli in essa contenuti riguardanti l’Università e Ricerca mostrano senza pudore la reale intenzione di questo Governo:

eliminare definitivamente l’esistenza in Italia di un’Università pubblica, laica, libera.

La possibilità per i singoli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato rappresenta la fine di ogni progetto di costruzione di un’Università aperta, democratica, finanziata dallo Stato, realmente accessibile a tutti.

Capisaldi, questi, dettati dalla stessa Costituzione della Repubblica agli artt.33 e 34.

Tutto ciò sarà annullato da un sistema nel quale, com’è evidente, chi finanzierà avrà il controllo, nel futuro consiglio d’amministrazione dell’ateneo, sui programmi degli esami, i seminari, i tirocini e la libera ricerca, pilastro fondamentale di ogni democrazia.

Per non parlare dei possibili effetti sulle tasse degli studenti, le quali saranno destinate ad aumentare, e sul diritto allo studio:

rischiano, infatti, di diventare un ricordo le politiche per gli alloggi, le borse di studio, il rimborso delle tasse, i benefici per la mensa.

E’ inoltre importante sottolineare come accanto a queste conseguenze, tante altre possono essere molto pericolose per il futuro dell’insegnamento universitario:

la subordinazione dell’assunzione di nuovo personale e di docenti all’arbitrario gradimento degli amministratori;

i salari differenziati proprio in ragione di queste scelte puramente discrezionali.

Tutto ciò nella legge in questione (133/2008) è già anticipato dalle forti limitazioni per l’assunzione di nuovo personale e di nuovi docenti, dal taglio del fondo ordinario e degli stipendi dei giovani docenti e dei tanti lavoratori del mondo universitario.

I/le Giovani Comunisti/e del Partito della Rifondazione Comunista di Ferrara combattono con forza ogni tentativo di rendere il libero scambio dei saperi e la conoscenza una merce qualsiasi da delegare/affidare in modo arbitrario a privati, interessati solamente a ricavarne lauti profitti, cancellando ogni autonomia della ricerca e dell’insegnamento, ricattando ogni rivendicazione degli studenti e dei lavoratori, annullando nel giro di poco tempo ogni politica riguardante il diritto allo studio.

NO ALLA MORTE DELLA SCUOLA PUBBLICA !!

PER UN’EDUCAZIONE LIBERA E

FINANZIATA DALLO STATO !!

L’attuale Governo sta sferrando un attacco mortale alla scuola pubblica italiana, attraverso vari provvedimenti:

Per quanto riguarda le Superiori si avrà infatti un taglio di 90000 tra docenti e personale a.t.a., e l’accorpamento delle scuole con meno di 600 studenti; ciò porterà ad un forte aumento del numero di alunni per classe con gravi conseguenze sulla qualità della didattica, ad un taglio criminale di molti insegnanti di sostegno e a forti disagi per quelle famiglie e quei/lle bambini/e costrette a diventare pendolari;

Si sta inoltre attuando il tentativo definitivo di privatizzare l’istruzione superiore attraverso la trasformazione delle scuole in fondazioni private, il che porterà alla nascita in Italia di una scuola classista; inoltre, i consigli d’amministrazione che dirigeranno i singoli istituti sequestreranno il controllo della didattica e della formazione degli studenti dalle mani dei docenti.

Infine, il ripristino della bocciatura col 5 in condotta ci riporta ad un decreto regio del ’24, ad uno strumento repressivo, non pedagogico, ricattatorio, non meritocratico.

Per quanto riguarda invece le Elementari, il ritorno alla figura del maestro unico segna un forte arretramento dell’istruzione di base nel nostro Paese. Le conseguenze saranno gravissime:

un taglio di circa 83000 maestre/i e la fine della collaborazione tra gli insegnanti; la fine del tempo pieno, utile per le madri che lavorano, e della possibilità per i genitori di rapportarsi con più insegnanti; non sarebbe, infine, più possibile una didattica di recupero per alunne/i in difficoltà e le uscite didattiche o ludiche fuori dalla scuola.

I/le Giovani Comunisti/e del Partito della Rifondazione Comunista lottano per un forte aumento dei finanziamenti statali per nuove assunzioni di insegnanti e di personale, per un aumento degli stipendi, per un serio piano di edilizia scolastica; lottano perché la scuola rimanga pubblica, e anzi veda accresciuto il potere decisionale degli studenti all’interno dei consigli scolastici.





Polizia di parma contro ragazzo di colore

30 09 2008

Accusa i vigili di razzismo:
“Picchiato, spogliato, offeso”

La denuncia presentata ai carabinieri da uno studente ghanese. Scambiato per un pusher, ammanettato e trasportato nella cella del comando. “Sulla busta dei documenti che mi hanno riconsegnato c’è scritto Emmanuel negro. Mi hanno messo davanti un pezzo di ‘fumo’ e di hanno detto confessa”
di Giacomo Talignani

L’hanno fermato all’uscita da scuola, braccato, pestato: un piede sopra alla testa, le manette e poi le botte, anche all’interno della macchina di servizio. Sette agenti della polizia municipale di Parma – questa la denuncia fatta in mattinata ai carabinieri del Comando locale – hanno aggredito alle 18,25 di ieri al parco cittadino ex Eridania Bonsu Emmanuel Foster, giovane studente ghanese di 22 anni – riducendolo con un occhio nero, una gamba malmessa (il ragazzo zoppica) e diverse lesioni, come testimonia il referto ospedaliero. Ancora una volta, dunque, i vigili urbani di Parma – la città della carta dei “più poteri ai sindaci e alla polizia municipale” finiscono nella bufera, dopo l’episodio della prostituta abbandonata a terra nella cella di sicurezza. Un nuovo grattacapo per l’assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi e il sindaco Pietro Vignali, che solo due settimane fa ha presentato un pacchetto di sette ordinanze, ora allo studio di Roma, Bologna.

Portato al comando della polizia municipale il giovane è stato fatto spogliare, perquisito e sbattuto in cella. Il giovane racconta di essere stato insultato: insulti razzisti. Gli è stato negato il permesso di telefonare a casa: solo alle 23 è arrivato il padre dello studente. Senza spiegazioni plausibile davanti a quell’occhio nero “mi hanno detto che era caduto ed era stato fermato perché non voleva dare le sue generalità” ha detto il padre, il giovane è stato rilasciato. E la polizia ha consegnato alla famiglia Bonsu una busta del Comune di Parma contenente i verbali con scritto sopra: “Emmanuel negro”. Solo oggi la famiglia ha sporto denuncia e chiede, insieme alla comunità ghanese, scuse ufficiali e spiegazioni.

GUARDA IL VIDEO DELLA SUA TESTIMONIANZALE IMMAGINI

L’aggressione

Come ogni giorno Emmanuel Bonsu Foster, 22 anni, ghanese regolare, è andato a scuola intorno alle 18,15. Le sue lezioni all’Itis serale di via Toscana, di fronte al parco ex Eridania, iniziano alle 18,45. Il giovane è entrato in classe con anticipo, ha posato la cartella (in cui c’erano i documenti d’identità) ed è sceso in strada a fare due passi nel parco, aspettando l’inizio della lezione. Sono le 18,25. “Ho visto due uomini che parlavano dietro di me al cellulare – racconta – e un altro che si è avvicinato. Di colpo l’uomo da solo si è avvicinato senza dire niente, senza identificarsi e mi ha preso le mani. Gli altri due sono arrivati di corsa e mi hanno accerchiato. Ho preso paura, mi sono liberato e sono scappato”. Emmanuel, gracile, alto non più di un metro e settanta e che dimostra meno anni di quel che ha, inizia la sua fuga disperata. In poco tempo arrivano altri tre agenti. Solo uno, secondo il ragazzo, da come è vestito “si capiva che era della polizia”. Emmanuel fugge per il parco ma viene rincorso e atterrato. A pancia in giù sull’asfalto “mi hanno messo un piede sulla testa” e “hanno cominciato a menarmi. Poi le manette. Uno mi ha colpito con un pugno al volto”. Nell’aggressione “gli agenti credo abbiano usato manganelli o forse erano bottigliette d’acqua, non so”. Il 22enne viene fatto salire sulla macchina della polizia municipale. Con le manette ai polsi “hanno continuato a colpirmi finché non ho smesso di dimenarmi” e “mi davano del negro”. Un “negro”, Emmanuel, che fra pochi mesi andrà a lavorare come volontario nella comunità di recupero di Betania per tossicodipendenti, la stessa dove adesso è ospitato Matteo Cambi.

Sbattuto in cella
Senza chiare giustificazioni, a quanto riferisce il giovane, “mi hanno detto che ero scappato e per questo mi hanno arrestato”. Emmanuel viene portato al comando di via del Taglio, lo stesso dove a metà agosto era stata rinchiusa una prostituta la cui foto a fatto il giro del mondo. Al comando lo fanno spogliare: “Mi hanno perquisito. Prima, al parco, mi avevano svuotato le tasche e preso il cellulare, la tessera dell’autobus, la tessera della biblioteca e qualche moneta”. Emmanuel è completamente nudo. “Mi facevano girare fuori e dentro, fuori e dentro dalla cella. Avevo paura. Mi hanno obbligato a fare delle firme ma io mi sono opposto più volte, volevo chiamare a casa”. Poi alla fine Emmanuel cede e firma il verbale.

L’accusa
Oltre alla resistenza a pubblico ufficiale e il reato di non aver mostrato le proprie generalità Emmanuel viene messo sotto torchio. Insieme a lui al parco è stato arrestato uno spacciatore. Emmanuel racconta: “I vigili mi hanno accusato di una cosa che io non sapevo cos’era, mi hanno messo davanti una cosa marrone come cioccolato, poi mi hanno detto di dire la verità perché hanno trovato questa cosa. C’era un’altra persona nella cella e la polizia mi ha detto che questo ha confessato tutto e che mi conosceva. Però io questo non l’avevo mai visto. Non so chi era”.

L’arrivo del padre
Emmanuel chiede più volte di telefonare. “Mi è stato negato, ma sono maggiorenne e ne avevo diritto. Mi dicevano “negro muoviti” e poi…poi alle 22 hanno chiamato mio padre. Il papà di Emanuell, Alex Osei, metalmeccanico, in Italia dal ‘95, arriva al comando alle 23 insieme alla moglie Paulina. “Mi hanno detto che mio figlio era stato fermato perché era vicino ad uno spacciatore ma lui non ha voluto mostrare i documenti. Così l’hanno inseguito, dato che era scappato, e caricato in auto”. Poi il padre, sotto choc appena vede il figlio, chiede agli agenti del comando: “Ma perché è ridotto così?. La risposta della municipale “è stata perché è caduto. Ma un occhio nero non te lo fai cadendo. Così io ho chiesto a mio figlio se era stato pestato. Lui ha detto solo sì”. Il padre si infuria, chiede spiegazioni. “Ma quando ho alzato la voce e pronunciato la parola abuso mi hanno fatto il gesto con le mani di uscire. Mi hanno detto “Vai via”. Ci hanno buttato fuori tutti”. All’uscita, intorno alle 23, 15, nelle mani del padre, viene consegnata una busta con lo stemma del Comune di Parma: contiene i verbali e sopra c’è scritto “Emmanuel negro”.

All’ospedale
Al Pronto soccorso di Parma Emmanuel e la sua famiglia arrivano a mezzanotte. Spiegano ai medici dell’aggressione: gli viene certificato un’ ematoma, una ferita alla mano e il fatto che non abbia mai perso coscienza. Medicato, con ghiaccio e pomate, il giovane viene accompagnato a casa dal padre. Vengo avvertiti gli amici della comunità ghanese.

L’epilogo
Questa mattina la famiglia Bonsu si è riunita a casa di amici. Hanno raccolto tutto il materiale: la busta con scritto “negro”, il verbale della municipale, il referto ospedaliero. Poi si sono diretti verso la caserma dei carabinieri, pronti a fare denuncia e “chiedere giustizia”.

Il comunicato del Comune
Alle 11.14 l’ufficio stampa del Comune di Parma invia un comunicato dove si congratula con gli agenti per l’arresto di un famoso pusher nella zona ex Eridania. “L’assessore alla Sicurezza Costantino Monteverdi ha ringraziato nella giornata di oggi gli agenti della Polizia municipale che, dopo alcuni giorni di appostamenti, hanno arrestato in flagranza di reato un pusher al parco Eridania: “E’ stata un’operazione esemplare per professionalità, risultato e correttezza visto che erano coinvolti anche alcuni minori. Era una segnalazione che arrivava dai cittadini e per questo sono soddisfatto due volte, per aver dato una risposta ad una richiesta reale che arrivava dai frequentatori del parco e, secondo, perché la Polizia municipale ha dimostrato ancora una volta di essere all’altezza dei compiti assegnati”. Tralasciando però quello che viene denunciato da Emmanuel Bonsu.

(Foto e video di Mario Robusti)

(30 settembre 2008)              DA: PARMA.REPUBBLICA.IT (BY ANDREA)




Disoccupati a Napoli bloccano treni

22 09 2008

La protesta di circa 150 manifestanti di varie organizzazioni
Traffico paralizzato dalle 12.15 alle 13.30, disagi e ritardi

Napoli, disoccupati bloccano stazione
tutti i treni fermi per più di un’ora

Napoli, disoccupati bloccano stazione tutti i treni fermi per più di un'ora

NAPOLI – Manifestano i senza-lavoro di Napoli e decidono di occupare la stazione Centrale paralizzando per oltre un’ora il traffico ferroviario. Protagonisti della protesta oltre 150 manifestanti aderenti a varie sigle di lotta contro la disoccupazione. Tutto inizia intorno alle 12.15, quando i dimostranti occupano i binari impedendo il transito dei treni, sia in partenza che in arrivo. Poi, verso le 13.30, grazie a una mediazione svolta dalla polizia, i disoccupati tolgono il blocco. E la circolazione comincia a tornare alla normalità.

Il blocco ha causato comunque gravi disagi ai passeggeri in partenza da Napoli che, infatti, si sono affollati nell’atrio della stazione in attesa che la situazione si sbloccasse e i treni potessero ricominciare a partire. In seguito alla protesta si sono accumulati forti ritardi per diversi treni: l’Eurostar proveniente da Milano ha registrato 50′ ritardo, 85′ il treno Regionale proveniente da Eboli (Salerno). Le Ferrovie dello Stato avevano in ogni caso “attuato provvedimenti di circolazione per garantire i collegamenti Nord-Sud e viceversa su itinerari alternativi”.

I disoccupati si erano riuniti questa mattina a piazza Mancini per sfilare in corteo verso la sede di Italia Lavoro a via Nuova Poggioreale, ma poi hanno deciso di occupare la stazione. I disoccupati chiedono “sbocchi occupazionali per la Campania” ed esprimono “solidarietà ai lavoratori dell’Alitalia che stanno subendo un attacco da parte del governo e di quei sindacati che ne seguono la linea” spiega Mimmo Cordone, uno dei leader della protesta.

(22 settembre 2008)                                   DA REPUBBLICA.IT – ANDREA

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…INIZIAMO COSì!Mobilitazione generale…Rivoluzione permanente

22 09 2008

Il 27 Settembre 2008 ci sarà la prima manifestazione cittadina contro il gigantesco attacco che questo governo sta portando avanti contro l’istruzione pubblica in Italia.

Alle 9.30 in piazza a Ferrara vengono chiamate a manifestare tutte le organizzazioni,tutti i partiti,le associazioni,i sindacati, i singoli, che non  possono rimanere inermi davanti all’ennesimo tentativo di cancellare anni di conquiste del movimento studentesco.

L’opportunità di scendere in piazza deve essere vissuta come necessità impellente di dar vita ad un grande movimento di protesta contro il tentativo di riforma della ministra Gelmini.

L’autunno è alle porte, sarà l’opportunità per dimostrare che un opposizione a Ferrara come in tutta Italia è pronta a manifestare il proprio dissenso e urlare la propria rabbia.

Lottiamo per un’istruzione laica, gratuita e di massa. Per il libero accesso ai saperi, per un ‘università veramente al servizio di tutti e capace di formare liberamente le coscienze furoi da qualsiasi logica di privatizzazione.

Manifestiamo contro i provvedimenti polizieschi e repressivi che l’attuale governo sta mettendo in campo per combattere il disagio e l’esclusione dei ceti più poveri, dei migranti, di chi vive ai margini della nostra società.

Denunciamo le logiche eversive e xenofobe di chi sta al potere in questo momento, che stanno portando questo paese ad avere la maglia nera in europa in materia di diritti civili.

Pronti a farlo fin quando ne avremo forza, pronti ad iniziare una nuova stagione di lotte e di conquiste, iniziamo con una grande manifestazione di piazza SABATO 27 ORE 9.30 in PIAZZA a Ferrara.

A.V.