Fuori i fascisti e i provocatori dal movimento studentesco !!

29 10 2008

” SIAMO TUTTI ANTIFASCISTI !! “

Gli studenti assediano il Senato E' caos in Aula alla vigilia del voto

Maroni dovrebbe “ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto…” ; “il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri” ; “…le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano…soprattutto i docenti…non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!” ; Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

Questi sono alcuni stralci tratti da un’intervista rilasciata dall’On. Cossiga, senatore a vita della Repubblica italiana.

Sono parole rimaste quasi del tutto inascoltate da parte della stampa e dell’ ‘opposizione’ parlamentare. Sono parole tremende, criminali, che dovrebbero portare alle dimissioni dello stesso senatore.

Queste parole hanno un nesso stretto con i fatti avvenuti oggi durante la manifestazione di studenti medi e universitari davanti a Palazzo Madama.

3 studenti di sinistra sono rimasti feriti. Scontri sangue e urla hanno invaso Roma.

Il Blocco Studentesco, gruppo che fa riferimento alla Fiamma Tricolore, sta ormai invadendo e stuprando questo movimento studentesco democratico che da più di un mese sta dando nuova linfa all’opposizione politica e sociale nel nostro Paese.

È dovere di ogni forza democratica respingere con ogni mezzo infiltrazioni nelle contestazioni da parte di fascisti e provocatori di ogni specie. Le violenze fasciste di oggi, le parole di Cossiga, le dichiarazioni di Berlusconi e di alcuni suoi ministri sulla necessità dell’uso delle forze dell’ordine per reprimere il movimento studentesco, sono tutte facce di una stessa medaglia, sono tutti tentativi di soffocare le proteste radicali che giorno dopo giorno si sviluppano e che vedono unite famiglie, insegnanti, studenti medi, universitari, lavoratori della conoscenza, ricercatori e docenti.

P.S.: l’11 novembre il Min. Gelmini sarà a Ferrara, in Rettorato, per parlare delle SSIS.

Stiamo preparando una grande protesta contro un Ministro ottuso, autoritario e criminale, come il Governo del quale fa parte, per la difesa della scuola e dell’università pubblica, perchè siano governate in modo democratico e  siano finanziate dallo Stato in modo da eliminare ogni forma di precarietà e da garantire un diritto allo studio autenticamente popolare.

Andrea





Riforma scuola: primi effetti a Ferrara

29 10 2008

Oggi summit in Comune e i sindaci si oppongono alle chiusure

«Le piccole scuole devono rimanere»

Trasporti facili, orari lunghi e qualità: i micro-plessi sono preziosi


C’è preoccupazione in alcuni Comuni della provincia, per le ipotesi di chiusura di alcuni plessi scolastici, che si potrebbero concretizzare con la riforma Gelmini. Infatti secondo le disposizioni del Ministro, le scuole con un numero inferiore ai 50 iscritti dovranno chiudere. Le scuole di San Giovanni di Ostellato, Monticelli, Stellata potrebbero essere a rischio. «Siamo preoccupati – confida Lorenzo Marchesini sindaco di Mesola – per quello che potrebbe accadere a Monticelli, ma auspico che potranno esserci margini di gestione dell’autonomia scolastica».
La scuola di Monticelli conta 40 iscritti. Secondo il sindaco di Mesola, i processi di razionalizzazione della rete scolastica devono essere affrontati caso per caso. «Stiamo a vedere cosa succederà – dice. Se la riforma Gelmini dovesse passare così com’è, la scuola del paese sarà chiusa. Questo si tradurrebbe per noi in costi maggiori, perchè dovremo organizzare il trasporto per i bambini e ci troveremmo in difficoltà con le strutture». Fiore all’occhiello è invece l’istituto comprensivo di Mesola-Goro, una delle prime sperimentazioni, che viene presa a modello per creare gli istituti comprensivi anche in città.
Tra le ipotesi di riorganizzazione delle scuole del Basso ferrarese, quella più accreditata c’è la creazione di un istituto omnicomprensivo che unisca i Comuni di Migliaro, Migliarino e Massa Fiscaglia. Comacchio invece si trova in una situazione rischiosa, con un numero di iscritti al limite.
Ad Ostellato, il sindaco Paolo Calvano si definisce preoccupato per il plesso di San Giovanni. «Saremo molto dispiaciuti – dice – se la scuola di San Giovanni venisse chiusa, perchè vorrebbe dire che gli sforzi compiuti in tutti questi anni, verrebbero vanificati da una politica imposta dall’alto. Infatti abbiamo fatto molto in questi anni per mantenerla aperta, l’abbiamo completamente ristrutturata e siamo riusciti a tenerla aperta qualche pomeriggio in più grazie ai finanziamenti comunali e ai contributi per i genitori. Se venisse chiusa la scuola, si creerebbe un disagio enorme per le famiglie, perchè il paese dista dieci chilometri da Ostellato».
Non dovrebbero avere problemi, invece, secondo il sindaco di Bondeno Davide Verri, i plessi di Stellata, Scortichino e Pilastri. «E’ vero – dice – che le scuole frazionali hanno subito un calo in questi ultimi anni, ma le nostre non dovrebbero essere investite dagli effetti della riforma. Qualche anno fa, ognuna delle 12 frazioni aveva una scuola, oggi ne sono rimaste tre e non penso proprio che verranno chiuse. Il dimensionamento della rete scolastica doveva essere affrontato già da tempo e con più attenzione. La proliferazione dei corsi e delle sperimentazioni ha generato una migrazione di studenti dai paesi alla città, indebolendo ed impoverendo i comuni della provincia, da un lato e causando dall’altro problemi di mobilità per i ragazzi, costi più alti per le famiglie e disagi all’edilizia scolastica. Nell’ultimo incontro in Provincia, molti sindaci compreso il sottoscritto, hanno insistito sulla necessità di mantenere o creare dove necessarie, le scuole in provincia perchè sono un valore aggiunto per il territorio».
Oggi alle 10, intanto, i sindacati sono attesi in municipio a Ferrara per l’informativa sul dimensionamento delle scuole del comune, mentre le azioni di protesta in vista dello sciopero del 30 ottobre, si spostano in provincia.





Studenti e lavoratori dell’Ateneo di Ferrara contro la distruzione dell’Università !!

20 10 2008

Oggi, 20 ottobre, è stato un giorno molto importante per l’Ateneo di Ferrara, e per la città tutta.

Alle 10:00 circa è partito un breve ma affollato corteo dalla basilica di S.Francesco (angolo tra via Terranuova e via Savonarola), diretto verso il Rettorato della nostra Università. Il corteo era composto da studenti, giovani, docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e tanti altri soggetti – nonchè da semplici cittadini.

Lo scopo era informare la cittadinanza (universitaria e non solo) dei gravi rischi per la libertà della ricerca, della didattica, del diritto allo studio, della stessa democrazia. Del futuro di giovani e meno giovani, della nostra cultura, della nostra dignità di Paese.

I Giovani Comunisti di Ferrara già da tempo stanno producendo materiale propagandistico di protesta contro le politiche criminali del Governo Berlusconi (v. nel blog).

Oggi alla protesta eravamo in prima fila. Ha colpito, in particolare, la nostra scelta di portare lungo il corteo e nel sit-in una bara di cartone per annunciare la morte dell’Università pubblica in Italia.

Bara che è finita per tutta l’inaugurazione ufficiale davanti al Rettore, come monito verso lo stesso, verso i membri del Senato Accademico, ma soprattutto verso tutta la cittadinanza universitaria – e tutti i ferraresi in generale.

Noi continuiamo le nostre lotte per la difesa di un’università libera, dignitosa, popolare e democratica.

Anche il coordinamento per l’università pubblica di UniFe (studenti, ricercatori, personale, docenti ecc.) deve continuarle, sempre più radicali, sempre più partecipate. Noi saremo soggetti attivi al suo interno.

Nei prossimi giorni presenteremo proposte precise per migliorare il diritto allo studio, ma non solo.

Andrea





Conferenza stampa GC Ferrara sul tema Università

18 10 2008

I Giovani comunisti alla contro-inauguarazione dell’a.a.

”Il diritto allo studio è in pericolo”

I Giovani comunisti del Prc di Ferrara Andrea Musacci, Giovanni Verla e Paola Leogrande

I Giovani comunisti del Prc di Ferrara Andrea Musacci, Giovanni Verla e Paola Leogrande

“Il diritto allo studio è in pericolo”. È il timore dei Giovani comunisti di Rifondazione che, attraverso i loro portavoce Giovanni Verla, Paola Leogrande e Andrea Musacci, lanciano l’adesione alla contro-manifestazione che ricercatori, precari e personale tecnico-amministrativo dell’università di Ferrara hanno organizzato per lunedì 20 ottobre.

In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, i Giovani comunisti parteciperanno a partire dalle 10.30 al sit-in che si terrà davanti al rettorato in via Savonarola. Le rivendicazioni dei giovani del Prc sono le stesse di quelle del Coordinamento unitario dell’ateneo estense, a partire dal “rischio per i singoli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, a quello di una subordinazione dell’assunzione di nuovo personale e di docenti all’arbitrario gradimento degli amministratori. Tutto ciò – dicono – nella legge in questione (133/2008) è già anticipato dalle forti limitazioni per l’assunzione di nuovo personale e di nuovi docenti, dal taglio del fondo ordinario e degli stipendi dei giovani docenti e dei tanti lavoratori del mondo universitario”.

Dall’analisi a livello nazionale, i Gc passano a quella locale, con “i possibili effetti sulle tasse degli studenti, le quali saranno destinate ad aumentare, e sul diritto allo studio: rischiano, infatti, di diventare un ricordo le politiche per gli alloggi, le borse di studio, il rimborso delle tasse, i benefici per la mensa”.

La situazione ferrarese ne sarebbe un esempio: “nel nostro Ateneo – spiega Verla – il malcontento è sempre più diffuso tra gli studenti per la gestione della mensa universitaria e per i suoi costi: infatti, quest’anno i prezzi del servizio mensa sono notevolmente aumentati, in conseguenza dell’ ‘uscita’ di questo beneficio dalla sfera del diritto allo studio, e dell’esternalizzazione della mensa d’Ateneo. Proponiamo quindi una modifica dell’art.11 del Bando di concorso per borse di studio, attraverso il reintegro di questo beneficio nel diritto allo studio universitario e il ritorno a tariffe più eque e progressive”.

Un altro problema riguarda la politica degli alloggi, che prevede le chiusure natalizia ed estiva delle residenze. “Fatto che impedisce agli studenti fuori sede o stranieri – continua Verla -, che non abbiano la possibilità di tornare nelle città di provenienza, di poter godere dell’alloggio anche in tali periodi, e senza alcuna tariffa aggiuntiva”.

I Giovani Comunisti di Ferrara sollecitano quindi “la convocazione urgente dell’Osservatorio sulla qualità della vita universitaria, per discutere collegialmente di questi temi. Continuiamo intanto l’opera di propaganda per queste lotte a difesa delle fondamenta del diritto allo studio, e sosteniamo pubblicamente le proteste del contro il tentativo di privatizzazione del sistema universitario italiano e a difesa dell’Università pubblica e laica”.

da : www.estense.com