Scuola, il ‘Roiti’ boccia la Provincia
I licei Ariosto e Roiti rischiano il ‘numero chiuso’: sale la protesta contro il nuovo piano di dimensionamento della Provincia. “Si tratta di una scelta grave e antidemocratica“
Ferrara, 5 dicembre 2008 – “Non ci pare che nella Costituzione sia scritto che gli enti locali, le Regioni, le Province e i Comuni abbiano la funzione di limitare le libertà: in particolare quella che riguarda il diritto degli studenti e delle famiglie di scegliere le scuole che presentano l’offerta formativa a loro giudizio più convincente”. Parole pesanti come macigni, quelle di una settantina tra docenti e amministrativi del liceo scientifico ‘Roiti’ (dunque non un testo partorito dall’intero Collegio Docenti): una contestazione comunque ampia e ferma verso la “decisione, assunta dalla Conferenza Provinciale per l’Istruzione, ai sensi di una delibera della Regione, che configura di fatto l’introduzione del concetto di ‘numero chiuso’ per i licei ‘Roiti’ e ‘Ariosto’ — si legge nel documento —, indipendentemente dalle scelte compiute dalle famiglie”. Una decisione che rischia di avere “ripercussioni gravissime sul tessuto democratico: un conto, infatti, è che si tolgano spazi ai due suddetti istituti dopo che gli studenti e le famiglie abbiano indicato le scelte relative alla prosecuzione degli studi secondari, un altro che lo si faccia prima”.
La mobilitazione contro la scelta della Provincia, già sostenuta con fermezza dai docenti dell’Ariosto, trova sponda anche nell’istituto di viale Orlando Furioso: “Nessuno di noi contesta il fatto che si dia a un altro istituto ferrarese, il liceo sociale ‘Giosuè Carducci’, la facoltà di ampliare la propria offerta formativa — afferma il personale dello Scientifico —, ma deprechiamo la logica attraverso la quale si è giunti a questa decisione, senza coinvolgere preventivamente il ‘Roiti’ e l’‘Ariosto’, senza consultare le famiglie, senza un’autentica ricognizione degli spazi disponibili negli istituti della provincia e delle effettive necessità legate alla didattica di qualità”.
Insomma, una… bocciatura netta: sia di natura tecnica che nel merito del rispetto del principio costituzionale, e politico. “Chi ha assunto le sopra menzionate deliberazioni — la presa di posizione di docenti e impiegati amministrativi del ‘Roiti’ — sarà chiamato a risponderne davanti alla comunità, ciascuno secondo le proprie responsabilità: per qualcuno si tratterà di responsabilità politiche e amministrative, per altri si tratterà di responsabilità sindacali, per qualcuno infine saranno responsabilità gestionali e didattiche”.
La dura lettera di protesta è stata indirizzata, ieri, al presidente della Regione Vasco Errani, al presidente della Provincia Pier Giorgio Dall’Acqua ed al presidente del Consiglio comunale Romeo Savini; l’invito, che sposa e rilancia quello analogo del personale del liceo Classico, è indirizzato innanzitutto alla Regione, “perchè non deliberi, nella forma proposta dalla Provincia, l’adozione del piano di riorganizzazione scolastica relativamente alle scuole secondarie superiori”. La stessa Provincia, come uno… scolaretto che ha sbagliato un compito in classe, è invitata a correggere l’elaborato, “riconsiderando la struttura del piano”.
Per la propria parte, i docenti e gli amministrativi del ‘Roiti’ non faranno barricate: “Noi tutti, nel ricevere l’incarico di servire lo Stato come insegnanti della scuola pubblica, ci siamo impegnati nel nostro lavoro a dare un primo senso ai principi costituzionali della libertà, del diritto all’istruzione, dell’esercizio della cittadinanza attiva e consapevole — conclude la ‘lettera aperta’ —. Ora, per quanto ci concerne, continueremo con serietà e professionalità il nostro lavoro, magari evidenziando le logiche attraverso le quali si giungono ad occupare ruoli decisionali senza avere coscienza degli effetti delle proprie scelte, e la contraddittorietà delle posizioni di chi critica a livello nazionale politiche scolastiche fondate sull’assenza di consultazione e sul solo principio del taglio di risorse, mascherato meglio dietro l’espressione ‘ottimizzazione’, salvo poi replicare tali politiche a livello locale”.
di Stefano Lolli
da “la nuova ferrara”