Contro l’apoliticismo, per la trasformazione della società.

23 12 2008

movim-studenti

Nel corso degli anni si è spesso provato a fermare il movimento studentesco con la parola d’ordine dell’apoliticismo, una vera e propria arma contro gli studenti che nelle scuole lottavano per migliorare le proprie condizioni e per i propri diritti. L’apoliticismo è stato anche utilizzato dalla destra e dai fascisti per camuffarsi all’interno delle lotte, cercando così di scollegare i problemi tipici delle scuole dalla lotta politica complessiva.

In realtà la scuola non è un’isola felice (anzi) nella società, e tutte le riforme di questi anni partivano essenzialmente da ragionamenti politici, in più i tagli di bilancio alla pubblica istruzione puntualmente si riflettevano sull’aumento delle spese militari, così che mentre aumentavano i disagi scolastici (aule sovraffollate, carenze di strutture, tagli ai laboratori), la presenza italiana all’estero si imponeva (Afghanistan, Iraq, Libano). L’apoliticismo maschera tutto questo, portando alla sconfitta delle rivendicazioni studentesche, e gettando solo fumo negli occhi ai giovani. Per noi la politica non è quella delle spartizioni di posti e poltrone, ma invece la difesa dei propri diritti e la lotta per la trasformazione della società.

La scuola non è divisa chirurgicamente dalla società, e come già detto la situazione internazionale è quella di un sistema capitalistico che produce guerre, lutti, miseria e ditruzioni. In questa società non c’è giustizia, nè pace, nè uguaglianza. Vediamo cosa succede oggi in Italia: fabbriche chiuse, aumenti del livello di povertà, e quando c’è lavoro, è precariato. Le nostre scuole e le nostre università sono soltanto il riflesso di una crisi generale della società italiana e mondiale.

Lottare per la difesa dell’istruzione pubblica, dei posti di lavoro, non può essere qualcosa di diverso dal lottare per la trasformazione della società, ponendo le basi per la costruzione di un’alternativa socialista allo stato di cose presenti.



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Una risposta

15 07 2009
Nicolo'

Che voglia di tornare in piazza,

di fargli un culo cosi’

:)

Facciamoci sentire…

sempre

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