di Andrea Musacci
Ieri, 29 gennaio, si è svolta la terza seduta del Consiglio Studenti del nostro ateneo nel b.a. 2008-2010.
Tra i temi all’o.d.g. c’era la presentazione di una proposta di Student Office (leggi: Comunione e Liberazione Ferrara) intitolata “Io investo sul territorio”.
Questa proposta, presentata come una manna dal cielo per la ricerca del nostro ateneo, è in realtà uno dei tanti modi per fare entrare gradualmente le imprese del territorio nella gestione di UniFe.
Questa la proposta di S.O.: il nostro Ateneo dovrebbe andare da privati (piccoli artigiani, commercianti, banche, aziende di tutti i tipi) chiedendo una ‘donazione’ per finanziare la ricerca del nostro ateneo.
I vantaggi per i ‘donatori’ sarebbero: – vantaggi fiscali;
- un ritorno d’immagine e quindi economico.
Già da questo si capisce che non sarebbero ‘donatori’, che non c’è nulla di filantropico, al di là delle parole di colui che ha presentato la proposta; la quale tra l’altro chiede addirittura di rilasciare loro un “attestato di investimento”; già l’uso in modo contraddittorio di ‘donazione’ e di ‘investimento’ dimostra le reali intenzioni dell’ideologia liberista e borghese della quale son pregni questi subdoli individui di C.L. .
Le imprese non hanno già avuto abbastanza sgravi fiscali, le banche anch’esse già abbastanza aiuti? E un ateneo dignitoso, dal nostro ipocrita Rettore definito ‘pubblico, orgogliosamente pubblico’, dovrebbe andare ad elemosinare 4 soldi dai grandi padroni e dai piccoli padroncini locali, facendo pure a questi ultimi tanta gratuità pubblicità?!
Il nostro ateneo diventerebbe ancor più, direttamente o indirettamente, vincolato, subordinato agli interessi delle banche e delle imprese, ricattabile da quest’ultime che potrebbero promettergli ‘donazioni’ ancora maggiori, in cambio ad es. di specifici progetti di ricerca funzionali ai loro profitti.
Quindi, non sono stati denominati ’sponsor’, ma nei fatti di questo si tratta. Infine, c’è scritto chiaramente nella proposta che questo porterà a future “collaborazioni” tra queste imprese e UniFe. Non oso immaginare come e con quali ulteriori conseguenze sul suo ruolo pubblico.
Ora questo progetto andrà in Senato Accademico, e già sappiamo come si comporterà il Rettore Bianchi, eminenza grigia del PD, grande sostenitore del ‘privato amico del pubblico’…
Dobbiamo continuare a chiedere maggiori finanziamenti statali (F.F.O.), e un maggior investimento anche da parte di Comune e Provincia, sia per singoli progetti di ricerca, sia per le altre spese primarie (nuovi alloggi studenteschi, ristrutturazione edifici ecc.).
Questo progetto dell’ala studentesca di UDC e PDL dimostra come i tagli criminali attuati da questo Governo sono funzionali alla conquista della ricerca universitaria (di base), della libera didattica e del diritto allo studio da parte dei privati, o direttamente (Università – Fondazioni) o indirettamente (Fondazioni universitarie, o progetti come questo che ho spiegato).
Andrea Musacci (andremusa.wordpress.com ; andremusa@libero.it)

di Andrea Musacci
1300 morti palestinesi. 13 morti israeliani.
Questa non è una guerra, ma un massacro unilaterale. Lo Stato occupante è uno: quello israeliano; il popolo occupato e maciullato uno: quello palestinese.
Bisogna spiegarlo questo.
Bisogna dire che gli ebrei e la loro ideologia sionista non è più definita terrorista perchè sono divenuti ‘Stato’ 60 anni fa; ma da fine ‘800 fino agli anni ‘40 del ‘900 erano terroristi, agivano clandestinamente, facevano attentati contro gli inglesi (ex occupanti di quella zona). Poi hanno iniziato a massacrare e a cacciare i palestinesi dalle loro terre; e sono divenuti Stato (Ben Gurion docet). Quel terrorismo e quella pulizia etnica sono continuate e continuano fino ad ora.
Solo che ora sono legittimate e finanziate dagli Stati occidentali borghesi e da alcuni dei loro governi fantocci in medio-oriente. Nonostante ciò, Israele in 60 anni ha violato più di 60 risoluzioni dell’ONU (l’ultima il 12 gennaio 2009), sempre senza conseguenze; questo dimostra che è impossibile un unico democratico governo mondiale finchè regnerà la prepotenza della superpotenza americana.
A proposito il neo-presidente USA, Obama, ha fatto promesse di pace nella Striscia di Gaza. Ma la parola pace va spiegata, va argoamentata; non vuol dire niente, anche Bush la usava…e io temo che Obama voglia, nelle migliore delle ipotesi, mascherare l’appoggio indiscriminato dell’imperialismo USA dietro un tardivo, ipocrita e finto posizionamento tra i due contendenti, senza trascinare i ‘macellai’ israeliani (Livni, Olmert, Barak ecc.) davanti ad un tribunale internazionale, senza concedere una sovranità ai palestinesi, senza interrompere i finanziamenti militari ad Israele.
Tra Israele, subalterno all’imperialismo USA, criminale, ideologicamente anti-arabo, e un popolo più laico di quello israeliano, che da 60 anni è costretto ad emigrare, con un numero enorme di morti (quasi 4000), e di feriti, io appoggio quest’ultimo. Appoggio la resistenza del popolo palestinese.