Le mani dei privati su UniFe: un’orrenda proposta degli universitari di C.L.

30 01 2009

di Andrea Musacci

Ieri, 29 gennaio, si è svolta la terza seduta del Consiglio Studenti del nostro ateneo nel b.a. 2008-2010.

Tra i temi all’o.d.g. c’era la presentazione di una proposta di Student Office (leggi: Comunione e Liberazione Ferrara) intitolata “Io investo sul territorio”.

Questa proposta, presentata come una manna dal cielo per la ricerca del nostro ateneo, è in realtà uno dei tanti modi per fare entrare gradualmente le imprese del territorio nella gestione di UniFe.

Questa la proposta di S.O.: il nostro Ateneo dovrebbe andare da privati (piccoli artigiani, commercianti, banche, aziende di tutti i tipi) chiedendo una ‘donazione’ per finanziare la ricerca del nostro ateneo.

I vantaggi per i ‘donatori’ sarebbero: – vantaggi fiscali;

- un ritorno d’immagine e quindi economico.

Già da questo si capisce che non sarebbero ‘donatori’, che non c’è nulla di filantropico, al di là delle parole di colui che ha presentato la proposta; la quale tra l’altro chiede addirittura di rilasciare loro un “attestato di investimento”; già l’uso in modo contraddittorio di ‘donazione’ e di ‘investimento’ dimostra le reali intenzioni dell’ideologia liberista e borghese della quale son pregni questi subdoli individui di C.L. .

Le imprese non hanno già avuto abbastanza sgravi fiscali, le banche anch’esse già abbastanza aiuti? E un ateneo dignitoso, dal nostro ipocrita Rettore definito ‘pubblico, orgogliosamente pubblico’, dovrebbe andare ad elemosinare 4 soldi dai grandi padroni e dai piccoli padroncini locali, facendo pure a questi ultimi tanta gratuità pubblicità?!

Il nostro ateneo diventerebbe ancor più, direttamente o indirettamente, vincolato, subordinato agli interessi delle banche e delle imprese, ricattabile da quest’ultime che potrebbero promettergli ‘donazioni’ ancora maggiori, in cambio ad es. di specifici progetti di ricerca funzionali ai loro profitti.

Quindi, non sono stati denominati ’sponsor’, ma nei fatti di questo si tratta. Infine, c’è scritto chiaramente nella proposta che questo porterà a future “collaborazioni” tra queste imprese e UniFe. Non oso immaginare come e con quali ulteriori conseguenze sul suo ruolo pubblico.

Ora questo progetto andrà in Senato Accademico, e già sappiamo come si comporterà il Rettore Bianchi, eminenza grigia del PD, grande sostenitore del ‘privato amico del pubblico’…

Dobbiamo continuare a chiedere maggiori finanziamenti statali (F.F.O.), e un maggior investimento anche da parte di Comune e Provincia, sia per singoli progetti di ricerca, sia per le altre spese primarie (nuovi alloggi studenteschi, ristrutturazione edifici ecc.).

Questo progetto dell’ala studentesca di UDC e PDL dimostra come i tagli criminali attuati da questo Governo sono funzionali alla conquista della ricerca universitaria (di base), della libera didattica e del diritto allo studio da parte dei privati, o direttamente (Università – Fondazioni) o indirettamente (Fondazioni universitarie, o progetti come questo che ho spiegato).

Andrea Musacci (andremusa.wordpress.com ; andremusa@libero.it)





LAMPEDUSA, VIA IN MASSA DAL CPA. CAOS SULL’ISOLA

24 01 2009
La protesta di ieri dei lampedusani
Gran parte dei 1.300 migranti del Centro di prima accoglienza si sono allontanati poco dopo le 10 forzando i cancelli d’ingresso. Secondo il Viminale, in 650 avrebbero abbandonato la struttura. Gli extracomunitari, poi, tra gli applausi dei lampedusani hanno raggiunto il centro dell’isola gridando “Libertà e Grazie Lampedusa”. Gli immigrati chiedono di essere trasferiti nei Cpt di Brindisi e di poter raggiungere le famiglie in Francia, in Germania e nel nord Italia. Berlusconi e ministero dell’Interno: “Situazione sotto controllo”. Gli extracomunitari stanno lentamente rientrando al Cpa, si registrano alcuni scontri

DA: www.ansa.it

Mentre continua a costruirsi spontaneamente nelle piazze l’unità di nativi e migranti, di lavoratori italiani e lavoratori stranieri, di studenti e disoccupati – contro il razzismo dialgante, per la libertà del popolo palestinese, per i diritti di tutti i lavoratori – intanto scoppia un altro focolaio, stavolta a Lampedusa: una rivolta dei migranti chiusi nei CPA-lager.

Sosteniamo anche questa rivolta, per evitare che il nostro Paese diventi uno Stato di Polizia.

Qualcuno ricorda, 3 anni fa, le banlieues in fiamme? E quest’estate nel nostro Paese? La rivolta vicino a Caserta, le impronte ai rom, lo stato d’emergenza contro i migranti, Abdul ucciso a Milano, i raid nazisti…e tanti altri casi. E al governo la parte della borghesia più xenofoba e razzista.

Andrea Musacci






Paolo 1, Oliviero 0.

23 01 2009

…Nel caso in cui i destini di questi ultimi due “scampoli” di comunismo italiano si incontrino in un futuro immediato o meno, sarà sicuramente quello un giorno importante. Penso che il tono della riflessione fatta dal compagno Ferrero (articolo sull’anniversario della nascita del Pci), sia sicuramente più profondo, più concretamente cosciente, rispetto alle prospettive del comunismo italiano, se accostato alle riflessioni sullo stesso tema offerte dal segretario del Pdci Oliviero Diliberto.

Il compagno segretario Oliviero, al contrario non coglie il punto fondamentale della questione da lui proposta, l’unione dei due partiti. La neccessità cioè, di cambiare l’idea stessa di fare politica del suo partito; l’idea stessa di democrazia interna (ne è testimonianza qualche sgommata di autoritarismo di “vecchio stampo”,come dimostrato all’ultimo congresso ), di cui il suo partito è attualmente “sprovvisto”;  l’atteggiamento nei confronti delle alleanze “convenienti” di cui il Pdci ne ha fatta propria l’arte, a partire dal ‘96, anno della scissione, per arrivare poi all’esperienza dell’Unione e all’ultimo disastroso governo Prodi. E’ necessario rompere con le logiche affaristiche e lobbistiche di cui il Pd ora in Campania sta dando ampio spettacolo, ma che da troppo tempo hanno invaso anche la sinistra, anche i comunisti.

Rifondazione era nelle stesse condizioni,prima. Ora è diverso, Rifondazione è diversa e il suo cammino è nuovamente comunista…La svolta a sinistra la stiamo facendo, stiamo ricostruendo una nuova rispettabilità politica, e anche se le sbandate non mancano, il Prc pensa ancora al comunismo… La guida del nostro partito è ora affidata ad un compagno,Ferrero, che sta svolgendo a mio parere un buon lavoro. Politicamente sarebbe, tra i due,Paolo e Oliviero, quello a cui affideri più a cuor leggero le sorti del nuovo partito comunista d’italia… 

Di ricreare un partito comunista unico in Italia c’è necessità sicuro, ma la fretta non ha mai portato buone cose, soprattutto in politica.. Compagno Oliviero ti dico: smettila di ruffianare tutti i comunisti che incontri, inizia a lavorare e smettila di lagnarti come un bambino perchè non hai preso il tuo micragnoso 4% alle elezioni e non puoi far scaldare la poltrona a nessuno dei tuoi…

La democrazia all’interno di un partito comunista, marxista e rivoluzionario, è l’unico antidoto all’affermazione della autoritarismo burocratico, di cui il Pdci è intriso per intero, di cui il Pci era intriso quasi completamente e di cui Rifondazione è stata per troppo tempo intrisa.

Politica di classe,politica nuovamente di classe. Lotte sindacali per sostenere le condizioni dei lavoratori e proporne di migliori. Arginare gli effetti della crisi che si riverseranno maggiormente su chi non può proteggersi. Su chi vede la propria busta paga diminuire e quasi mai aumentare,per sempre diversi motivi. La lotta per la difesa dei diritti dei lavoratori italiani ed immigrati in italia è la lotta di Rifondazione.

“le lotte sono una dimostrazione della creatività del desiderio, sono utopie fatte di esperienze vissute, sono il funzionamento della storia come potenzialità”. T.Negri

comesempreapugnochiuso.

Antonio Vegoni





Non dimentichiamo questa guerra, non dimentichiamo 60 anni di abusi. Appoggiamo la resistenza palestinese!

21 01 2009

di Andrea Musacci


1300 morti palestinesi. 13 morti israeliani.
Questa non è una guerra, ma un massacro unilaterale. Lo Stato occupante è uno: quello israeliano; il popolo occupato e maciullato uno: quello palestinese.

Bisogna spiegarlo questo.
Bisogna dire che gli ebrei e la loro ideologia sionista non è più definita terrorista perchè sono divenuti ‘Stato’ 60 anni fa; ma da fine ‘800 fino agli anni ‘40 del ‘900 erano terroristi, agivano clandestinamente, facevano attentati contro gli inglesi (ex occupanti di quella zona). Poi hanno iniziato a massacrare e a cacciare i palestinesi dalle loro terre; e sono divenuti Stato (Ben Gurion docet). Quel terrorismo e quella pulizia etnica sono continuate e continuano fino ad ora.
Solo che ora sono legittimate e finanziate dagli Stati occidentali borghesi e da alcuni dei loro governi fantocci in medio-oriente. Nonostante ciò, Israele in 60 anni ha violato più di 60 risoluzioni dell’ONU (l’ultima il 12 gennaio 2009), sempre senza conseguenze; questo dimostra che è impossibile un unico democratico governo mondiale finchè regnerà la prepotenza della superpotenza americana.
A proposito il neo-presidente USA, Obama, ha fatto promesse di pace nella Striscia di Gaza. Ma la parola pace va spiegata, va argoamentata; non vuol dire niente, anche Bush la usava…e io temo che Obama voglia, nelle migliore delle ipotesi, mascherare l’appoggio indiscriminato dell’imperialismo USA dietro un tardivo, ipocrita e finto posizionamento tra i due contendenti, senza trascinare i ‘macellai’ israeliani (Livni, Olmert, Barak ecc.) davanti ad un tribunale internazionale, senza concedere una sovranità ai palestinesi, senza interrompere i finanziamenti militari ad Israele.
Tra Israele, subalterno all’imperialismo USA, criminale, ideologicamente anti-arabo, e un popolo più laico di quello israeliano, che da 60 anni è costretto ad emigrare, con un numero enorme di morti (quasi 4000), e di feriti, io appoggio quest’ultimo. Appoggio la resistenza del popolo palestinese.