LA STRAGE SILENZIOSA

31 03 2009

5174IMMIGRAZIONE: CENTINAIA DISPERSI, FORSE 350 SALVATI

 

ROMA – Nuova tragedia del mare tra l’Africa e l’Italia: due barconi carichi di migranti sono affondati. A bordo c’erano centinaia di disperati e quasi tutti sono al momento dati per dispersi dai guardacoste libici che stanno conducendo le operazioni di soccorso. Le informazioni sull’accaduto sono ancora confuse. Si parla – a quanto riferito alla Reuters da funzionari locali – di quattro imbarcazioni in difficolta’ non lontano dalla costa della Libia. Di queste due sono sicuramente affondate. Delle altre due non si sa niente, anche se il ministero dell’Interno libico ha reso noto che una nave cisterna italiana ha salvato 350 clandestini che si trovavano a bordo di una imbarcazione alla deriva.
Per il momento sono state tratte in salvo 23 persone mentre di altre 21 sono stati recuperati i corpi senza vita. I dispersi: considerando che su una imbarcazione affondata si trovavano 253 persone e sull’altra 365, sono pertanto piu’ di 500. Secondo quanto ha reso noto l’agenzia egiziana Mena, tutti i clandestini – molti dei quali di nazionalita’ egiziana – erano diretti in Italia. Una delle imbarcazioni era partita da Sid Belal Janzur, un sobborgo di Tripoli e dopo tre ore di navigazione il battello e’ affondato 30 chilometri al largo della Libia. Delle altre i libici affermano di non avere certezza del luogo di partenza.
Quanto al salvataggio effettuato da una nave italiana, resta qualche incertezza. Fino alla tarda serata – secondo quanto si e’ appreso – sia del naufragio sia del soccorso da parte di una nave cisterna non era giunta alcuna segnalazione alle autorita’ italiane competenti per la ricerca e il soccorso in mare. L’ennesima tragedia sulla rotta tra la Libia e la Sicilia non ha comunque fermato i viaggi della disperazione verso l’Italia: oltre 400 extracomunitari sono approdati infatti nelle ultime ore sulle coste della Sicilia orientale, dopo i 222 giunti ieri a Lampedusa. Sbarchi che, ha assicurato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ”termineranno il 15 maggio prossimo, quando entrera’ in vigore l’accordo siglato dal governo italiano con quello libico sul pattugliamento congiunto delle coste”.

Intanto a Lampedusa si registra una nuova fuga dal Centro di identificazione ed espulsione: una ventina di migranti sono riusciti ad allontanarsi dal Centro, prima di essere bloccati qualche ora dopo dai carabinieri. Due di loro, sorpresi a rubare all’interno di alcune villette disabitate, sono stati arrestati; altri cinque sono stati denunciati per violazione di domicilio. Episodi che fanno salire nuovamente la tensione sull’isola, dove in questi momenti si trovano complessivamente 720 extracomunitari distribuiti tra il Cie di contrada Imbriacola e l’ex base Loran di Capo Ponente. Ieri il sindaco, Dino De Rubeis, aveva lamentato la mancanza di assistenza medica adeguata per i 222 migranti sbarcati nel pomeriggio. Affermazioni seccamente smentite dal responsabile del Dipartimento immigrazione del Viminale, Mario Morcone: ”Il sindaco dice il falso. Sul molo, hanno operato quattro medici e un infermiere e l’ambulanza che il dipartimento liberta’ civili ha acquistato e che e’ costantemente a disposizione delle necessita’ sull’isola”.

LIBIA; OIM, 300 DISPERSI IN MARE
GINEVRA – Sono circa trecento gli immigrati dispersi al largo delle coste libiche. Lo ha detto all’Afp l’Organizzazione internazionale per le migrazioni citando fonti diplomatiche a Tripoli. ”Le autorita’ libiche hanno confermato il naufragio e le nostre fonti diplomatiche a Tripoli riferiscono di 300 dispersi”, ha detto il portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), Jean-Philippe Chauzy. Tre barconi carichi di migranti sono affondati ieri al largo delle coste libiche. Dalle prime ricostruzioni, ha detto ancora il portavoce dell’Oim, sembra che i tre barconi sovraccarichi di disperati siano colati a picco in seguito a un forte vento. Una quarta imbarcazione in difficolta’, invece, sembra sia stata rimorchiata fino alla terraferma.

 

 

 

 





Fermiamo la rivoluzione borghese!

28 03 2009

resistenza_2L’annuncio della “rivoluzione liberale, borghese e popolare, moderata e interclassista” uscito dalla bocca del dittatore Berlusconi, mi ha fatto correre un brivido gelido per la schiena…Non che non si sapesse di cosa si stesse parlando, ma sentirlo scandire così a piene lettere, così a braccia tese, così strillato e così tuonante…brrr!!!

Berlusconi battezza il Popolo delle Libertà, cancella per sempre Alleanza Nazionale e pone le basi per il più grande partito liberale della storia d’Italia. Dalla discesa in campo alla sconfitta storica del comunismo, dall’omaggio al per sempre compianto Craxi, alle radici storiche del partito popolare e ai suoi padri fondatori don Sturzo e De Gasperi. Storica giornata per LORO, tragica predizione apocalittica per tutti NOI.

Finalmente è arrivato l’ultimo mostro! Finalmente il progetto è completo! Ora non abbiamo più scuse, possiamo veramente senza ulteriore indugio gridare AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Siamo preoccupati? Angosciati? Allarmati? Un pò…ma lo siamo perché potrebbe non bastare questo per svegliare tutti noi. L’attuale stitica, astensionistica, falsa e borghese opposizione parlamentale (Pd e Idv) non è l’argine che può contenere questo fiume in piena. Il problema c’è e si fa ogni giorno più pressante: fermare la rivoluzione borghese, fermare l’avanzata dei mostri.

Riusciamo ad immaginare momento migliore per reagire? Non c’è momento migliore di quando sei stretto all’angolo, di quando l’avversario sembra invincibile e per andare al tappeto basta un soffio…Se non ora quando?

Ogni brutta esperienza, per non essere ricordata solo come una brutta esperienza, necessita di una morale da cui apprendere una lezione costruttiva. Cosa possiamo imparare dunque dalla nascita del Pdl, oltre ovviamente che non c’è mai limite al peggio? Sicuramente che arrivati così in basso si può solo risalire; che tutto quello che abbiamo sempre temuto si sta realizzando sotto i nostri occhi; che lo sterile anti-berlusconismo non basta più…

Ma fino a qui…storia nota. Quello che apprendiamo è che l’unica risposta possibile è la lotta contro questa classe borghese, ancora come da sempre l’unica risposta possibile. Sappiamo già cosa fare e lo stiamo già facendo …resistere resistere resistere, e ora in più contrattaccare. Attacchiamo, politicamente, ogni volta che possiamo e riusciamo, ogni volta che ne vediamo la possibilità e l’occasione. Attacchiamo la destra, nelle NOSTRE città, nelle NOSTRE piazze, nelle nostre UNIVERSITA’ come nelle NOSTRE fabbriche, senza concedere un minuto di tregua, solo così potremo ridare speranza a questo NOSTRO popolo che la libertà la vuole davvero.

Il compito che abbiamo davanti è duro e ha bisogno di una guida politica in grado di dirigere il cambiamento che tutti vogliamo. Il partito comunista (prc e pdci) si propone per questo cambiamento .Un altro mondo è possibile, un altro sistema è possibile. Uguaglianza e parità di diritti, riforma radicale del sistema capitalista italiano, rivoluzione sociale subito! Noi siamo pronti, e voi?

Junius





Simbolo e video della lista comunista per le Europee

28 03 2009

 





Fra pochi giorni nascerà la LISTA COMUNISTA E ANTICAPITALISTA per le europee

24 03 2009

di Andrea Musacci

Dovrebbe essere davvero questione di giorni.

Massimo una settimana e sarà definitivamente completato e ufficializzato l’accordo per le elezioni europee di giugno.

Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Sinistra Critica saranno i tre cardini di questa lista, la quale non sarà solo un mero accordo elettorale, ma l’embrione di un processo costituente verso la riunificazione dei partiti e di tutti i soggetti comunisti e anticapitalisti.

E’ un progetto credibile, in quanto vi partecipano forze che aderiranno al GUE ( gruppo parlamentare europeo della sinistra d’alternativa); soggetti con una base programmatica ed ideologica comune forte – basti pensare che prima tutti e tre formavano Rifondazione Comunista – e con un radicale, coerente ed alternativo programma per le prossime elezioni europee.

Ancora pochi giorni quindi. Intanto è stata ufficializzata la candidatura di Margherita Hack nella lista comunista. Un ottima scelta, non solo per l’immagine.

E intanto è già stata presentata la lista “Sinistra e Libertà”, un progetto politico inconsistente, debolissimo, senza nessun idea di conflitto di classe, senza nessun radicamento sociale; e formato da socialisti come Nencini, Craxi, De Michelis – terribile!! – dai verdi piccolo-borghesi, da sinistra democratica di Mussi, dai vendoliani senz’anima: insomma, una lista socialdemocratica, neo-riformista, formata dai peggiori opportunisti della sinistra italiana: Occhetto, i craxiani, i vendoliani.

Invece la lista comunista parte, ad esempio, da una netta o comunque importante autonomia nazionale, locale ed europea dal PD e dal socialismo europeo (mentre SD e socialisti sono nel PSE, come il PD): sempre maggiori le formazioni a livello locale in vista delle prossime amministrative (sempre a giugno) di liste comuniste (PRC+PDCI) autonome dal PD e dal resto del centro-sinistra; anche se si potrebbe fare i più…

La lista comunista parte anche, oltre che da un programma comune, un’ideologia comune, una storia comune, ed un comune gruppo europeo, anche da proposte politiche contro la crisi molto simili tra di loro:

-la battaglia per il diritto allo sciopero, contro l’accordo sul modello contrattuale, per l’unità della CGIL col sindacalismo di base;

-per una forte redistribuzione del reddito: tassa patrimoniale, tassa di successione, aumento aliquota IRPEF per i redditi alti, tassa sulle rendite finanziarie;

-nazionalizzazione delle banche e delle aziende in crisi.

-per il salario minimo orario (PDCI), o mensile (Sinistra Critica), per il salario sociale (PRC e Sinistra Critica), per l’allargamento della CIG.

Le basi già ci sono. Ora questa volontà politica di unità deve concretizzarsi ancora di più, essere ancor più decisa e visibile. La storia ci ‘impone’ unità.

ORA O MAI PIU’. E senza passi indietro.

Andrea Musacci