di Andrea Musacci
Dovrebbe essere davvero questione di giorni.
Massimo una settimana e sarà definitivamente completato e ufficializzato l’accordo per le elezioni europee di giugno.
Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Sinistra Critica saranno i tre cardini di questa lista, la quale non sarà solo un mero accordo elettorale, ma l’embrione di un processo costituente verso la riunificazione dei partiti e di tutti i soggetti comunisti e anticapitalisti.
E’ un progetto credibile, in quanto vi partecipano forze che aderiranno al GUE ( gruppo parlamentare europeo della sinistra d’alternativa); soggetti con una base programmatica ed ideologica comune forte – basti pensare che prima tutti e tre formavano Rifondazione Comunista – e con un radicale, coerente ed alternativo programma per le prossime elezioni europee.
Ancora pochi giorni quindi. Intanto è stata ufficializzata la candidatura di Margherita Hack nella lista comunista. Un ottima scelta, non solo per l’immagine.
E intanto è già stata presentata la lista “Sinistra e Libertà”, un progetto politico inconsistente, debolissimo, senza nessun idea di conflitto di classe, senza nessun radicamento sociale; e formato da socialisti come Nencini, Craxi, De Michelis – terribile!! – dai verdi piccolo-borghesi, da sinistra democratica di Mussi, dai vendoliani senz’anima: insomma, una lista socialdemocratica, neo-riformista, formata dai peggiori opportunisti della sinistra italiana: Occhetto, i craxiani, i vendoliani.
Invece la lista comunista parte, ad esempio, da una netta o comunque importante autonomia nazionale, locale ed europea dal PD e dal socialismo europeo (mentre SD e socialisti sono nel PSE, come il PD): sempre maggiori le formazioni a livello locale in vista delle prossime amministrative (sempre a giugno) di liste comuniste (PRC+PDCI) autonome dal PD e dal resto del centro-sinistra; anche se si potrebbe fare i più…
La lista comunista parte anche, oltre che da un programma comune, un’ideologia comune, una storia comune, ed un comune gruppo europeo, anche da proposte politiche contro la crisi molto simili tra di loro:
-la battaglia per il diritto allo sciopero, contro l’accordo sul modello contrattuale, per l’unità della CGIL col sindacalismo di base;
-per una forte redistribuzione del reddito: tassa patrimoniale, tassa di successione, aumento aliquota IRPEF per i redditi alti, tassa sulle rendite finanziarie;
-nazionalizzazione delle banche e delle aziende in crisi.
-per il salario minimo orario (PDCI), o mensile (Sinistra Critica), per il salario sociale (PRC e Sinistra Critica), per l’allargamento della CIG.
Le basi già ci sono. Ora questa volontà politica di unità deve concretizzarsi ancora di più, essere ancor più decisa e visibile. La storia ci ‘impone’ unità.
ORA O MAI PIU’. E senza passi indietro.
Andrea Musacci
Commenti Recenti