Irene Bregola si presenta e Soffritti dice addio


È l´unica candidata sindaco della sinistra in Emilia-Romagna. Irene Bregola, 29 anni, laureata in filosofia e capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio comunale dal 2004, raccoglie la sfida e sarà tra gli undici nomi che correranno a giugno per conquistare il municipio.

 

A lanciarla sono i segretari comunali di Prc e Pdci, che correranno sia in Comune che in Provincia sotto lo stesso simbolo. Ma se in castello i due partiti della falce e martello hanno trovato l´intesa con Marcella Zappaterra, a palazzo ducale “il partito di maggioranza – come Kiwan Kiwan definisce il Pd – ha effettuato altre scelte. Evidentemente l´esperienza dell´aprile 2008 ha segnato il fatto che il Pd va verso un´altra direzione”.

 

Capolista sarà Fausto Facchini, presidente della Circoscrizione sud per il Pdci, pronto a fare la parte di chi “in questa città e in questo paese è rimasta l´unica lista che rappresenta i più deboli. Il nostro non è un cartello elettorale ma qualcosa che porta avanti quanto fatti in questi anni in qualità di amministratori”.

Quanto ai punti del programma, sono evidentemente opposti a quelli del Pd, se “Tagliani – attacca Bregola – ha dichiarato la propria indisponibilità su alcune questioni che invece per noi sono imprescindibili”.

 

Vale a dire “la centralità del pubblico nell´erogazione dei servizi, la ripubblicizzazione dell´acqua attraverso lo scorporo del servizio pubblico integrato, la riorganizzazione della macchina amministrativa, il rifiuto di consulenze esterne fin troppo onerose, il no a scelte infauste e scontate dei lavoratori dei 4 nuclei esternalizzati della casa di riposo, ridare capacità decisionale al consiglio comunale anziché a enti che una volta costituiti sono sfuggiti al controllo dell´organo legislativo per eccellenza, basta con attività futili e sprechi come alcune iniziative culturali che si sono esaurite in manifestazioni episodiche”.

 

Lo slogan che campeggerà sui manifesti elettorali è “una scelta che fa la differenza”. “È la scelta di poter decidere – spiega Claudio Piva del pdci – di stare fuori dopo 10 anni di governo e continuare a fare politica in mezzo alla nostra gente. Noi siamo attenti alla lealtà e alla coerenza, ma non a scapito dei nostri principi”.

La lista vede un´ampia rappresentanza femminile e tra i nomi spiccano quelli di Elisa Corridoni, responsabile del Partito sociale, di Alessandro Borghi, ex consigliere comunale, e di Claudio Piva, segretario comunale dei comunisti italiani.

 

Durante la conferenza stampa di presentazione si è parlato anche di una possibile candidatura di Roberto soffritti alle Europee. “Tutto il partito glielo chiede, dipende solo da lui”, ha Paolo Guerrini, segretario regionale del Pdci. E in serata, da Roma, l´ex sindaco ha tolto ogni riserva pronunciandosi per un secco no. 

Questo l´elenco completo dei candidati al consiglio comunale: Fausto Facchini, Kiwan Kiwan, Silvia Boldrini, Aldo Alesci, Italo Cariani, Magdi Zarqa Assaf, Patrizia Coppioli, Maurizio Bighi, Daniela Fioresi, Alessandro Borghi, Francesco Fiori, Marina Brandolini, Lorenza Gionchetta, Cristina Carassiti, Graziella Merli, Francesca Chierici, Costanza Minelli, Elisa Corridoni, Claudio Piva, Roberto Felloni, Marco Poltronieri, Micaela Felloni, Raffaele Salmi, Enrico Giordano, Francesco Sanarica, Giovanna Marchianò, Elisa Sandri , Giuliano Martini, Fabrizio Santini, Elvis Mennini, Piera Spadoni, Andrea Musacci, Lorenzo Terzi, Luisa Pedriali, Angela Veronesi, Giuseppina Righetti, Andrea Ricci, Paolo Roversi, Alessandra Schiavi, Roberto Sitta.

 di Marco Zavagli (www.estense.com)

DAL RINASCIMENTO al rinnovamento: Irene Bregola, l’unica donna in lizza per …

Il Resto del Carlino del 28/04/2009  ed. Ferrara  p. 9

 

DAL RINASCIMENTO al rinnovamento: Irene Bregola, l’unica donna in lizza per la carica di sindaco, trova la lista dei 40 che correranno sotto le insegne (comuni) di Rifondazione e Pdci. Ventotto anni, dottoranda all’Istituto Rinascimentale di Firenze, la capogruppo uscente del Prc non prenderà comunque con… filosofia questa competizione elettorale, visto l’impegno che dovrà metterci per massimizzare i consensi della sinistra. ‘Minacciata’ anche dalla lista di disturbo (Sinistra Aperta) creata all’interno del pool di sigle che già sostengono il candidato del Pd Tiziano Tagliani. Ma la Bregola, che può comunque vantare anche il traino nazionale di una sinistra radicale che dai sondaggi è accreditata di una pur timida ripresa, ha già conseguito un risultato storico; anche se la scelta è del diretto protagonista, potrà vantarsi un giorno di essere la candidata che ha sbarrato la porta a Roberto Soffritti. Per la prima volta dagli anni ’80, l’ex sindaco non correrà alle elezioni; non farà parte della lista per il Consiglio comunale (da cui è esclusa anche la capogruppo uscente del Pdci Maria Giulia Simeoli, anche lei per scelta di non ricandidarsi), e sta valutando la candidatura per le Europee. Così nella lista della ‘sinistra radicale’ il capolista sarà Fausto Facchini, attuale presidente della Circoscrizione Sud; tra gli altri esponenti del partito di Oliviero Diliberto, spazio innanzitutto a Claudio Piva, segretario cittadino del Pdci. Sugli altri membri i nomi di segreteria che circolano sono quelli di Italo Cariani (responsabile Enti locali) e Raffaele Salmi (sezione Lavoro). Volgendo lo sguardo su Rifondazione, il consigliere comunale Kiwan Kiwan si posiziona subito dopo Facchini. Tra gli altri Prc, Elisa Corridoni (responsabile Movimenti della segreteria provinciale) e Andrea Ricci (Sanità e politiche sociali). I segretari provinciali Stefano Calderoni (Rifondazione) e Francesca Ricci (Pdci) figureranno nella lista dei 30 per il Castello, dove la sinistra appoggia Marcella Zappaterra. s. l.

La prima volta senza Soffritti

La Nuova Ferrara del 29/04/2009  ed. Nazionale  p. 15
«Nonostante le pressioni non mi candido alle Europee» – Negli ultimi 30 anni l’ex sindaco comunista mai si era tirato indietro

Dopo quasi trent’anni gli elettori ferraresi non troveranno il nome di Roberto Soffritti sulla scheda, in una delle competizioni per le quali si voterà il 6 e 7 giugno. Ieri l’ex sindaco ha ufficializzato il suo “no” alla corsa per le Europee, e nella lista comune Pdci-Prc a sostegno del candidato sindaco Irene Bregola, lui non ci sarà. E’ a suo modo un evento epocale, a prescindere dal fatto che Ferrara rischia davvero di evaporare dalle liste europee.
«Mettiamo Roberto Soffritti in lista per le Europee? Dovete farvelo dire da lui, tutto il partito lo sta spingendo» è stata la risposta di Paolo Guerrini, segretario regionale del Pdci. E lui, l’ex sindaco, stavolta si è dovuto esprimere ufficialmente: «No, non mi candido, le liste sono fatte e io non ci sono» ha spiegato da Roma, dov’era in corso proprio il lancio delle candidature per Strasburgo. I motivi? «Dopo tanti anni si può anche stare fermi, non capisco la sorpresa». Nei giorni scorsi, quando la decisione stava maturando, Soffritti in realtà aveva fatto trasparire una mancanza di entusiasmo per una campagna elettorale così impegnativa, giocata su una circoscrizione composta dalle quattro regioni del Nord Est, e dagli esiti a dir poco incerti. La delusione per la mancata elezione del 1999 non l’ha ancora superata, anche perchè allora Soffritti si sentì tradito proprio da quel Pds emiliano che l’aveva spinto a candidarsi e poi gli aveva fatto mancare le necessarie preferenze. E’ stata quella la pagina per lui più brutta di una carriera amministrativa iniziata nell’80 come assessore e poi proseguita sulla poltrona di sindaco fino al 1999. Peggio ancora della beffarda esclusione dal parlamento italiano, dovuta al collasso della sinistra radicale, l’anno scorso. Il “risarcimento” della presidenza Fer non fu mai considerato davvero tale da Soffritti.
Ora però si parla di mancata partecipazione ad una tornata elettorale: «Non ci vedo niente di strano o di epocale – è il suo ragionamento – Mi diverto a fare il tesoriere nazionale del partito e poi chissà cosa può succedere in futuro. Magari cade il governo, intendo quello nazionale naturalmente, e si aprono nuovi scenari…». Il rapporto con Oliviero Diliberto, il segretario nazionale del Pdci, è sempre saldo e molto dipende, a questo punto, dagli sviluppi dell’alleanza rinsaldata dalle europee con Rifondazione.
A questo punto le speranze ferraresi di mettere finalmente piede al Parlamento europeo, assise ancora “inviolata” da concittadini, sono sostanzialmente riposte in Vittorio Sgarbi. Ormai battitore libero, il critico d’arte ha provato a candidarsi con l’Udc, ma l’asse con Casini non sembra in grado di superare le resistenze locali, e con la Lega (idem come sopra). (s.c.)

Bregola compatta i comunisti

La Nuova Ferrara del 29/04/2009  ed. Nazionale  p. 15  
Brucia la rottura con Tagliani: «Non voleva l’accordo» – Ferrara laboratorio dell’alleanza tra Rifondazione e Pdci

Irene Bregola è l’unico candidato a sindaco dei comunisti uniti in un capoluogo dell’Emilia Romagna. Il solo a sfidare con il simbolo Prc-Pdci un esponente Pd. Anomalia ferrarese? «Direi piuttosto che Ferrara è un laboratorio, qui i comunisti hanno fatto esattamente quanto si deve fare: si sono confrontati sui programmi con il candidato Pd e hanno tirato le somme» è il ragionamento di Nando Mainardi, segretario regionale Prc, che ha partecipato ieri mattina alla presentazione. Il “carico da 90″ ce l’ha messa il collega del Pdci, Paolo Guerrini, attribuendo direttamente a Dario Franceschini la responsabilità di quanto successo: «Il segretario Pd parlerà il 4 giugno a Ferrara e Bologna, è come mister Hyde e il dottor Jekill: come giustificherà che Delbono ha fatto l’accordo con noi e Tagliani no? La verità è che Delbono è legato a Prodi, e quindi all’Ulivo, mentre a Ferrara va ancora avanti l’impostazione veltroniana dell’autosufficienza. E’ una lotta interna al Pd».
Lei, la candidata, e i suoi capilista Fausto Facchini (Pdci) e Kiwan Kiwan (Prc), quest’ultimo in testata di lista, hanno parlato di programmi, anche se con sfumature diverse. Bregola ha infatti ricapitolato tutti i punti di frizione, reale e strisciante da anni, con il Pd in Comune: «Centralità del pubblico, ripubblicizzazione dell’acqua, competenze interne poco valorizzazione, eccesso di esternalizzazione (vedi la scelta infausta della Casa di riposo, dove lavorano fianco a fianco addetti con le stesse mansioni e stipendi diversi), enti pubblici sfuggiti al controllo del Consiglio comunale, con il risultato, tra l’altro, di sprecare soldi: certi eventi culturali ne sono l’esempio». Kiwan ha affacciato una “lettura politica” della rottura, «con Tagliani non abbiamo trovato convergenze programmatiche, si vede che la scelta dell’aprile 2008 ha segnato la via del Pd. Vediamo che hanno alleati di ogni tipo, dai radicali alla sinistra aperta, e a dir la verità non ci pare che loro abbiano presentato dei gran programmi». Lapidario il segretario comunale Pdci, Claudio Piva, «abbiamo cercato in ogni modo l’accordo ma Tagliani ha rifiutato» il responsabile enti locali, Italo Cariani, qualche dubbio lo semina, «dovranno spiegare ai ferraresi perchè non si è fatto l’accordo: Franceschini si lamenta dei troppi candidati, qui se ne poteva “risparmiare” uno…». Per Facchini conta il fatto che «da troppo tempo si sta lavorando con la logica del carciofo, si sfoglia cioè la sinistra facendola diventare sempre più piccola».
Tutti si sono detti convinti che l’alleanza andrà avanti anche dopo le elezioni, «questa è un’operazione di contenuti». Anche per la Provincia si va verso una lista unica, mentre a livello regionale, in verità, la situazione è davvero variegata.

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