A Ferrara la tendopoli dei cassaintegrati
28 luglio 2009 Lascia un commento
di Giusi Marcante
su il manifesto del 28/07/2009
Giovani, tra i venticinque e i trentacinque anni, con il permesso di soggiorno regolare. E tutti senza lavoro perché in qualche modo l’hanno perso. Licenziati, cassa integrati o in mobilità dalle fabbriche del nord ovest: Brescia, Bergamo, Milano, Varese. Sono gli uomini senegalesi che il comando provinciale della Guardia di finanza di Ferrara ha trovato accampati sulle spiagge dei lidi di Comacchio mentre vendevano borse, vestiti, ciabatte e occhiali contraffatti. E’ un’altra faccia della crisi economica incarnata da chi sta vivendo il lato più drammatico perché la possibilità di stare in Italia è legata a quella di aver un lavoro. «Questi lavoratori molto probabilmente sono stati assunti da agenzie interinali o erano impiegati in ditte artigiane – spiega Michela Spera, segretario della Fiom di Brescia – nelle fabbriche metalmeccaniche del territorio noi abbiamo lottato per evitare i licenziamenti ma gli operai assunti in questo modo sono i più fragili in assoluto perché non hanno tutele». La migrazione verso le spiagge non sorprende affatto Jacques Amani dell’ufficio stranieri della Cgil di Varese. «Conosco diversi di questi ragazzi – racconta al telefono mentre una coppia di immigrati gli chiede come può fare per avere delle dilazioni nel pagare il mutuo di casa – sono quelli assunti dalle cooperative di lavoro e dalle agenzie e sono stati i primi ad essere lasciati a casa. Ci sono molti di loro che, senza arrivare fino alla Riviera vendono qui in città, magari vicino alla stazione». Sono tutti in regola con il permesso di soggiorno, fino a quando scadrà perché adesso il lavoro non c’è più. «E la questura qui a Varese non concede nessun documento per chi è in attesa di occupazione – continua Amani – tanto che molti nuclei familiari si disgregano e gli uomini mandano la famiglia nel paese d’origine per rimanere qui da soli».
Alcuni dei senegalesi trovati dalle Fiamme gialle ferraresi sono sposati, hanno raccontato di essere arrivati sulle spiagge dei lidi di Comacchio grazie ad altri connazionali che battono i litorali da più anni. «Molti di loro sono laureati e c’erano anche due persone richiedenti asilo – sottolinea il comandante provinciale Fulvio Bernabei – ci hanno raccontato di essere senza lavoro perché l’hanno perso e in effetti il permesso di soggiorno in corso di validità ci indica che dicono la verità». Difficile seguire le tracce di questi uomini che in pochi giorni avevano piantato una piccola tendopoli vicino alla spiaggia. Le riprese video catturate dai finanzieri raccontano la giornata qualunque del gruppetto, erano circa venticinque, che a metà luglio è stato sgomberato. L’operazione è durata tutta la mattinata, alla fine le tende da campeggio sono state anche restituite ai proprietari che sono stati denunciati per detenzione di materiale contraffatto. La merce, secondo un rituale ben conosciuto alla Fiamme gialle, veniva nascosta in buche realizzate nella sabbia, tra la vegetazione o addirittura nei pattini del salvataggio. Sempre il video mostra i ragazzi che vanno a recuperare i borsoni a pochi metri dai bagnanti che stanno camminando sulla spiaggia, un altro scava con le mani nella sabbia ed estrae una sporta. All’interno ci sono costumi da bagno e altri capi di abbigliamento. Molte le borse che il mercato della contraffazione riesce a riprodurre alla perfezione addirittura con l’imitazione della targhetta interna che indica la marca. «Prodotti di assoluto rilievo, una borsa finto Dolce & Gabbana come quelle che abbiamo trovato può arrivare a costare anche 150 euro – continua Bernabei – è ovvio che questo fenomeno esiste perché c’è una richiesta».
E’ un fatto che in questa estate i venditori di merce contraffatta sono aumentati: «L’hanno detto anche i ragazzi che abbiamo fermato – prosegue il comandante – ci hanno raccontato che lo zoccolo duro di senegalesi che vendono da molti anni qui si è lamentato dei nuovi arrivi». Che potrebbero tornare o semplicemente spostarsi di qualche chilometro: la Riviera è lunga e l’estate in fondo è appena iniziata.

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