di Andrea Musacci
Il Governo Berlusconi nel giugno 2008 iniziò a mostrare il proprio progetto sull’università: la conoscenza, secondo la destra, deve essere un privilegio, non più un diritto, dev’essere uno strumento di potere nelle mani della classe dominante, di quei pochi che economicamente se la possono permettere. Di conseguenza iniziarono, anche a Ferrara, le discussioni e le proteste di gran parte del mondo universitario italiano contro il celeberrimo D.L. 112/2008 (che sarebbe diventata L.133), il quale prevedeva forti tagli ai finanziamenti statali (FFO) per le università (spese per il personale, per la ricerca di base e per la manutenzione ordinaria delle strutture), la possibilità (obbligata vista i tagli) di privatizzare gradualmente l’intero sistema universitario nazionale, e forti tagli al personale (docente e non docente).
Student Office (S.O.) – associazione fondata da Comunione e Liberazione – iniziò fin da subito ad appoggiare queste politiche del Governo. Fersini (S.O., Presidente del Consiglio degli Studenti di UniFe) all’assemblea d’Ateneo dell’8 luglio ’08 dichiarò addirittura che il D.L. 112 “porta con sé una grande opportunità”, e nel documento proposto da S.O. Ferrara nella seduta del Consiglio degli Studenti del 17 novembre scorso si dichiara che “la vocazione pubblica dell’università non è certo compromessa dall’intervento economico di privati nell’ambito dell’attività di ricerca, di gestione di servizi e della governance.” Insomma, Student Office è stata fin da subito, e continua a esserlo, favorevole alla graduale privatizzazione degli Atenei nel nostro Paese e anche a Ferrara, per favorire i grandi e piccoli padroni e banchieri.
Anche per quanto riguarda i tagli del FFO, in realtà non vi è mai stata critica di nessun tipo. Nello stesso documento di S.O. Ferrara, si auspica “che la distribuzione dei tagli al FFO tenga conto del reale stato di salute di ciascun ateneo”; vale a dire che si appoggia la politica di ridurre i tagli solo a quegli Atenei che per stare dentro i parametri limiteranno le assunzioni di personale o chiederanno elemosine alle imprese e alle banche locali già presenti nei c.d’a. di eventuali fondazioni universitarie. Palese è la discriminazione verso gli altri Atenei: per gli studenti (e rispettive famiglie), i quali si vedranno – conseguentemente – aumentare in modo insostenibile le tasse e diminuire i servizi, e per quei lavoratori che verranno precarizzati o licenziati.
Tutto ciò è stato dimostrato dall’atteggiamento di S.O. nei confronti del movimento in difesa di un’università pubblica, statale e democratica. Student Office, sia a livello nazionale sia a livello ferrarese, ha attuato una campagna di odio e diffamazione contro il movimento stesso, difendendo l’egoismo e l’indifferenza di quell’indistinta massa di studenti che in tutta Italia ha ignorato le assemblee, le manifestazioni, gli scioperi, insomma tutti i momenti di dibattito e di protesta.
Si comprende, quindi, perché nell’ultimo mese i dirigenti ferraresi di S.O. abbiano – nei loro volantini, nelle loro assemblee, nelle mail agli studenti – volutamente nascosto che la vera causa dell’aumento delle tasse studentesche nel nostro ateneo sia i tagli del loro Governo amico, un Governo che come loro sta cercando di costruire un sistema universitario totalmente in mano a padroni e banchieri, per trasformare l’università in uno strumento di formazione della futura classe dirigente borghese italiana, con buona pace della democrazia e della cultura di massa e popolare.
Andrea Musacci
membro del Consiglio degli Studenti – Università di Ferrara
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