Verso il congresso Cgil

28 07 2009

Il periodo che ci separa dal prossimo congresso della Cgil, dovrà essere e sarà anche per il nostro partito un momento per riprendere coscienza del ruolo fondamentale che deve avere un sindacato di massa come ancora è oggi la cgil.

Qualche tempo addietro, all’interno del partito alcuni chiedevano a gran voce maggior impegno dei militanti nel sindacato, allo scopo di rilanciare il conflitto e far rivivere al partito il motivo fondante della sua esistenza, la difesa della classe lavoratrice, oltre che dare nuovo impulso, di sinistra alla cgil stessa. L’idea di un iscrizione di massa al sindacato per indirizzarne la rotta era uscita, il problema è il tipo di apporto politico.

Il coinvolgimento del partito nel sindacato è da troppo tempo lasciato senza controllo, permettendo la formazione di un blocco burocratico, che più che rilanciare il conflitto approfittando di un periodo come l’attuale in cui le contraddizioni del sistema capitalistico emergono fragorosamente come la voglia di diritti.

Governo e confindustria, oltre a cisl e uil, il 15 aprile scorso hanno concluso un accordo separato che unito al libro bianco che il ministro sacconi ha presentato sempre nel mese di aprile, vanno a delineare un quadro piuttosto pesante della strategia generale della destra al potere, nei confronti dei lavoratori.

“Il libro bianco presentato dal governo rappresenta una controriforma per intero dello stato sociale, con principi e obbiettivi di taglio della spesa del 50% nei prossimi 4 anni. I tagli saranno probabilmente indirizzati sul fronte sanitario, dell’istruzione e delle pensioni. L’ondata di privatizzazioni che ci dovremo aspettare sarà per tutto ciò che dovrebbe essere garantito maggiormente, assistenza domiciliare, sempre più delegata al “sotto mercato” delle lavoratrici dell’Est Europa, prestazioni integrative, prestazioni specialistiche, e tutto il fiorito mondo delle esternalizzazioni. Un modello di stato sociale dove deve esistere solo il minimo possibile di assistenza pubblica, in favore di uno stato sociale completamente in mano a speculatori ed affaristi.

Dall’altra parte l’accordo separato rientra nella strategia di isolamento della cgil nel tentativo del governo di porre le basi per un futuro dialogo sicuro con il mondo delle rappresentanze sindacali “moderate”. La cgil, invece di reagire mobilitando le proprie, ancora ingenti, forze organizzative, risponde in modo assolutamente contraddittorio, cercando punti di convergenza con quei sindacati schiavi del padrone, e promuovendo ipocritamente manifestazioni unitarie come quella del primo maggio.

La rete 28 aprile di Cremaschi ha in ultimo deciso in maggio che presenterà al prossimo congresso del sindacato un documento alternativo a quello presentato dal segretario generale epifani, facendo appello al segretario della fiom rinaldini, oltre a quello della funzione pubblica Podda e a nicolosi , coordinatore di lavoro società. Il rischio, allargando il fronte di alleanze basandosi sulla necessità di unità, esiste, in quanto le posizioni anche in passato sono state abbastanza differenziate. La possibilità di perdere in coerenza e chiarezza nelle rivendicazioni da rilanciare per fare vera opposione nel sindacato. La Fiom è quella che più si dimostra in opposizione alle posizioni della maggioranza sindacale, intenzionata a dar battaglia difendendo piattaforme alternative all’accordo separato. A dicembre scade il biennio salariale dei metalmeccanici. I padroni sostenuti da fim e uilm, vogliono approfittare della crisi per strappare un altro contratto triennale peggiorativo da ogni punto di vista. Probabilmente per coerenza rinaldini si schiererà con l’opposizione a epifani, continuando un cammino che a più riprese l’ha visto contrapporsi anche vivacemente al segretario generale, portando avanti battaglie importanti e presentandosi a tanti lavoratori come l’unico baluardo credibile contro la deriva a destra del sindacato.

Il passagio congressuale sarà momento centrale per la ricostruzione di una vera svolta a sinistra della cgil, perchè diventi reale centro di contropotere dei lavoratori, autonomo dai governi borghesi, e pienamente di classe.

Junius


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