No alla “purga etnica”.

12 11 2009

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Sull’ intervento di sgombero del campo nomadi “Casilo 700”, ordinato dal Comune di Roma, proseguito per tutta la giornata di ieri ( 11/11), si leva l’appello dell’associazione per la tutela dei diritti umani Everyone che, definendola un’operazione di “purga etnica”, chiede alle associazioni umanitarie di vigilare sulle operazioni di sgombero. Secondo quanto detto da Roberto Malini, responsabile dell’organizzazione, le autorità “cercheranno di lavarsi la coscienza (e di evitare di essere accusate di crimini contro l’umanità) offrendo un posto in squallidi dormitori a donne e bambini, ma proponendo di smembrare le famiglie”. Non si può procedere allo sgombero di una campo nomadi senza tenere conto della realtà culturale dei Rom. “Donne e uomini Rom – spiega infatti Malini -, nell’atto di unirsi in matrimonio, giurano di non separarsi mai, neanche nella cattiva sorte e che dunque, nel caso di tale iniqua proposta, non accetteranno, trovandosi sulla strada con un clima ostile e senza una meta”.

“Serve un piano urgente di assistenza”

- Evitare dunque l’ennesima violazione dei diritti, dice il responsabile di Everyone. “E’ importante evitare l’ennesima violazione dei diritti fondamentali di queste famiglie, che sono coraggiosamente rimaste unite nonostante l’efferata persecuzione, gli atti di razzismo, la crudeltà della città di Roma nei loro confronti”. La preoccupazione è che queste persone, tra cui donne e bambini, non sappiano dove andare dopo che le loro baracche saranno state cancellate. “Abbiamo iniziato a dialogare con le forze politiche non completamente intolleranti – dice ancora Malini -, ma c’è bisogno di un piano urgente per tenerle al sicuro in attesa di soluzioni umanitarie definitive ed evitare una tragica diaspora che impedirebbe di identificare i nuclei familiari perseguitati”.

Da “ROMANOTIZIE.IT”


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