Fra i vinti la povera gente/faceva la fame. Fra i vincitori/faceva la fame la povera gente egualmente”. È un passo di Brecht, che è stato citato ieri da Luca Greco, educatore comunale attivo nel Coordinamento Istruzione Pubblica, uno dei pacifisti scesi in piazza Trento Trieste, intorno alle 16 di sabato 2 aprile, per partecipare alla manifestazione indetta da Emergency e sostenuta da una piattaforma complessiva di organizzazioni che ha riunito insieme, sotto il vessillo arcobaleno, partiti, sindacati e associazioni civili.
Nel pieno dell’intervento Nato in Libia, l’appello alla base di questa iniziativa è stato lanciato da Gino Strada (sul sitowww.dueaprile.it), che ribadisce al Governo il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione, “L’Italia ripudia la guerra”. Un appello, che è già stato sottoscritto da 20mila persone, tra cui noti esponenti della cultura.
Da Ferrara, intorno alle 7 di ieri mattina, è partito un pullman di manifestanti che hanno preso parte al presidio in piazza Navona.
A Ferrara, davanti alla libreria Melbook, all’ombra delle bandiere della pace, finte pompe di benzina portavano i loghi delle maggiori società petrolifere – Eni, Shell, Esso, Total – e, a fianco, i ‘numeri’ del conflitto libico: 450mila profughi, 15mila tonnellate di esplosivi, 10mila vittime, 1.700.000 euro il costo giornaliero della guerra per l’Italia. Tutt’attorno, sagome sparse sui sampietrini della piazza, “a ricordare coloro che hanno perso la vita in questi giorni”, ha spiegato Irene Bregola (Prc-Pdci). Musica, aperta da una canzone dei Baustelle, a richiamare l’attenzione dei cittadini e turisti.
“I pacifisti non sono tornati, perché non sono mai spariti – ha esordito Marzia Marchi (Rete Lilliput) –: l’agire quotidiano, nelle battaglie contingenti in cui si afferma l’idea di bene comune, vanno infatti sempre in direzione della pace. Dall’11 settembre 2001 siamo in piazza per sperare che si muova qualcosa: in Libia – ha continuato Marchi – è l’ennesimo fronte che si apre e non si sa quando si chiuderà, come in Iraq e in Afghanistan. Questo perché ci sono in gioco interessi potenti: senza contare che Gheddafi è stato armato dalle potenze europee, in primis l’Italia: questa è la grandissima ipocrisia”.
Ipocrisia, contraddizione, scandalo: sono queste le parole che risuonano nella dichiarazione di Francesca Di Vece, volontaria di Emergency: “Armare un dittatore e combattere insieme ai ribelli: ancora una volta diciamo ‘no’ alla guerra in tutte le sue manifestazioni. Emergency promuoverà sempre una cultura di pace – ha ribadito Di Vece – , che ce n’è più che mai bisogno”. Le perplessità verso questo conflitto sono tante: “ci viene detto che si aiuta la popolazione che si ribella alla repressione. Noi però – ha ritenuto la referente di Emergency – siamo convinti che non sia la guerra il modo giusto per affrontare la situazione, perché non potrà mai essere né perfetta né chirurgica. Occorre risolvere i problemi attraverso le vie diplomatiche e la politica”.
“Interessi economici”, è la questione al centro della condanna sostenuta da più fronti: “Un tempo – ha dichiarato Stefano Calderoni, capogruppo provinciale Fds – questo conflitto sarebbe stato chiamato ‘guerra imperialista’. Noi oggi siamo in piazza per denunciare che, probabilmente, dietro a questa operazioni belliche, in realtà ci siano interessi delle compagnie petrolifere: non è un caso se molti governi stanno già trattando con i ribelli, per cercare di garantirsi le forniture di petrolio e gas”.
“La pace si porta con strumenti di pace – ha sintetizzato Daniele Civolani, presidente Anpi -: siamo il frutto di persone costrette a prendere le armi, noi non vogliamo che nessun altro lo debba più fare. Pertanto riteniamo che l’Italia debba ritirarsi e usare strumenti di pace, perché con i fucili si porta solo altra guerra, lutti e spese, nonché il sospetto che tutto ciò serva a qualcuno per far più soldi di quelli che già ha. L’Italia – ha sostenuto Civolani – invii in Libia maestri, infermieri, medici, geometri: occorre aiutare la gente a crescere culturalmente, nella civiltà, nell’igiene, nella salute. Dopo verrà la possibilità dell’autodeterminazione”.
Dello stesso parere Pietro Comodo (Sel): “Non possiamo accettare una dichiarazione di ‘guerra umanitaria’, perché è una enorme contraddizione in termini. Occorre mettere in campo un altro pensiero, opporsi a tutte le iniziative belliche e avviare missioni umanitarie. Dobbiamo lavorare da subito – ha aggiunto Comodo – per soccorrere e accogliere i profughi”.
“La soluzione migliore – ha considerato Bregola – sarebbe realizzare una sorta di interposizione pacifica, che promuoviamo da tempo in tutti i contesti particolarmente delicati. Certo è che bisognerebbe giocare d’anticipazione. Il problema – ha evidenziato la consigliera Prc-Pdci – sta nel fatto che questi contesti vengono puntualmente dimenticati fino a che non si prospettano occasioni economiche, per le quali si ricorre al massimo della violenza”.
Greco del Cip ha garantito: “Con i nostri allievi, promuoveremo come sempre la capacità di relazionarsi con l’altro, sia esso straniero o disabile: dobbiamo costruire un mondo più accogliente, in cui i nostri bambini imparino a pensare escludendo la guerra dal loro orizzonte”.
Questa è la prima mobilitazione di una probabile serie di iniziative di denuncia del dramma dei profughi: “Con i movimenti – ha fatto sapere Calderoni – cercheremo di organizzare eventi che abbiano come obiettivo la creazione di una consapevolezza tra i cittadini. Ciò perché oggi – ha attaccato il vertice Fds – Berlusconi sta usando Lampedusa come strumento per giustificare la propria politica razziale nei confronti dei popoli nordafricani”.
Per il momento, Calderoni ha annunciato che il prossimo lunedì 11 aprile, presso la Sala del Borgonuovo, è previsto un dibattito sulla guerra in Libria dal titolo “Rivolta in Nord Africa: scenari e prospettive” che vedrà gli interventi di Fabio Amato e Lapo Pistelli, rispettivamente responsabili esteri di Prc e Pd.
All’iniziativa, di cui si è fatta promotrice Emergency, hanno aderito a Ferrara: Anpi, Fiom-Cgil, Cip, Collettivo Pachamama, Giovani Comunisti/e, Grilli Estensi, Gente di Sinistra, Rete Lilliput Ferrara, Usb, Alternativa, Flc-Cgil, Segreteria Fp-Cgil, Filt-Cgil, Fisac-Cgil, Usb-Scuola, Prc-Fds, Pdci-FdS, Sel, La Fabbrica di Nichi.

da estense.com
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