CINEFORUM DEI/DELLE GIOVANI COMUNISTI/E

Giovedì 20 Ottobre si terrà, presso la sede della Federazione della Sinistra (via Zappaterra 13/7, Ferrara) il cineforum organizzato dai e dalle giovani comunisti/e e aperto a chiunque sia interessato. Il film proposto è “Che – L’argentino”: si tratta del primo episodio della pellicola realizzata dal regista americano Steven Soderbergh sulla storia di Ernesto Guevara.

Il film racconta la storia di Guevara ai tempi della rivoluzione cubana dei barbudos guidati da Fidel Castro.
Il 26 novembre del 1956 Fidel Castro salpa per Cuba con 80 ribelli. Uno di quei ribelli è Ernesto “Che” Guevara, un medico argentino che condivide il sogno di Fidel – rovesciare la dittatura corrotta di Fulgencio Batista. Il Che si rivela indispensabile come combattente e impara presto l’arte della guerra di guerriglia, diventando il beniamino dei suoi compagni e del popolo cubano.

“Che- L’argentino”  e la seconda pellicola intitolata”Che-Guerriglia” riunite in un unico film, sono state presentate in concorso al 61° Festival di Cannes, dove il protagonista Benicio del Toro ha vinto il premio per la mihglior interpretazione maschile.

GELMINI NEL TUNNEL

Leggiamo l’intervista della ministra Gelmini di “Repubblica” del 9 Ottobre e la prima reazione è di sdegno.
Forse negli ultimi tre anni si era persa nel tunnel che collega Ginevra al Gran Sasso senza accorgersi che nel frattempo gli studenti hanno occupato piazze, strade, scuole e facoltà. Ora afferma che la protesta merita rispetto. Avrà davvero ritrovato la strada della ragione?
La verità è che siamo sempre noi i protagonisti della protesta, gli stessi che lei ha definito “strumentalizzati, facinorosi, fannulloni e non rappresentativi”. Noi non crediamo che la ministra abbia ritrovato la strada, molto più semplicemente quando “la nave affonda i topi scappano”.
Quando la Gelmini afferma che “la protesta si rivolge a cose più grandi di lei: le banche, la finanza”, quasi a volersene lavare le mani, non si accorge che sono state proprio le sue scelte ad incentivare la privatizzazione e la finanziarizzazione del sistema d’istruzione nazionale.
Maria Stella, per la prima volta, chiama i tagli con il loro nome, ma promette che impedirà al ministro Tremonti di operarne altri, accodandosi a quella pratica tanto amata nel nostro governo che fa di Tremonti il capro espiatorio di tutte le scelte compiute, dimenticandosi che fino a qualche giorno fa inveiva contro chi provava a denunciare con forza i tagli che stanno mettendo in ginocchio il nostro sistema formativo.
Anche le scuole della nostra provincia stanno pagando l’incompetenza della Gelmini e del Governo: un esempio su tutti può essere quello del contributo “volontario” (che di volontario non ha proprio nulla) che le famiglie si trovano costrette a versare per contribuire all’acquisto di materiale scolastico, della carta igienica e dei fogli per le fotocopie. Noi crediamo che non possano essere le famiglie, già in grave difficoltà, ad assolvere un compito che spetta allo Stato.
La ministra dice che gli studenti devono “fare loro i valori del merito e coltivare l’eccellenza altrimenti saranno condannati all’impoverimento”e noi ci chiediamo come sia possibile immaginarsi questo modello attraverso i test a crocette dell’Invalsi : con i test Invalsi si vuole introdurre un modello privatistico e competitivo di istruzione, passando per quella cultura del quiz ormai fin troppo popolare in Italia.
Come hanno denunciato, tra i primi, i sindacati di base e i movimenti dei precari della scuola, ma anche genitori, presidi e interi collegi docenti, queste prove accentuano la gerarchizzazione dei docenti e delle scuole; anche perché sono attuate senza tener conto delle inevitabili differenze tra le varie scuole e delle specificità di apprendimento degli studenti. I test appiattiscono la didattica, che rischia di essere finalizzata solo a preparare gli studenti ai quiz, privilegiando un tipo d’insegnamento nozionistico e acritico. Anche in questo caso, come sempre, il Ministero si è dimostrato sordo alle critiche e alle istanze sociali.
Ora diciamo alla ministra che non cadiamo nel suo tranello: non sarà certo una sua piccola apertura, tardiva e verso la quale non nutriamo la minima fiducia, a far abbassare i toni della nostra protesta e a fermare le mobilitazioni. E’ per questo che ci diamo appuntamento il 15 di Ottobre con migliaia di studenti: chi tiene le redini del paese lo sta distruggendo e spetta anche a noi salvarlo.

Giovani Comunisti/e Ferrara

PEOPLES OF THE WORLD RISE UP!

IL 15 OTTOBRE SARÀ UNA GIORNATA EUROPEA E INTERNAZIONALE DI MOBILITAZIONE
“gli esseri umani prima dei profitti, non siamo merce nelle mani di politici e banchieri,
chi pretende di governarci non ci rappresenta, l’alternativa c’è ed è nelle nostre mani, democrazia reale ora!”
Commissione Europea, governi europei, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, multinazionali e poteri forti ci presentano come dogmi intoccabili il pagamento del debito, il pareggio del bilancio pubblico, gli interessi dei mercati finanziari, le privatizzazioni, i tagli alla spesa, la precarizzazione del lavoro e della vita.
Sono ricette inique e sbagliate, utili a difendere rendite e privilegi, e renderci tutti schiavi. Distruggono il lavoro e i suoi diritti, i sindacati, il contratto nazionale, le pensioni, l’istruzione, la cultura, i beni comuni, il territorio, la società e le comunità, tutti i diritti garantiti dalla nostra Costituzione. Opprimono il presente di una popolazione sempre più impoverita, negano il futuro ai giovani.
Non è vero che siano scelte obbligate. Noi le rifiutiamo. Qualunque schieramento politico le voglia imporre, avrà come unico effetto un’ulteriore devastazione sociale, ambientale, democratica. Ci sono altre strade, e quelle vogliamo percorrere, riprendendoci pienamente il nostro potere di cittadinanza che è fondamento di qualunque democrazia reale.
Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo, così come le politiche economiche europee, continuano ad avvicinare.
Vogliamo una vera alternativa di sistema. Si deve uscire dalla crisi con il cambiamento e l’innovazione. Le risorse ci sono.
Si deve investire sulla riconversione ecologica, la giustizia sociale, l’altra economia, sui saperi, la cultura, il territorio, la partecipazione. Si deve redistribuire radicalmente la ricchezza. Vogliamo ripartire dal risultato dei referendum del 12 e 13 giugno, per restituire alle comunità i beni comuni ed il loro diritto alla partecipazione. Si devono recuperare risorse dal taglio delle spese militari. Si deve smettere di fare le guerre e bisogna accogliere i migranti.
Le alternative vanno conquistate, insieme. In Europa, in Italia, nel Mediterraneo, nel mondo. In tanti e tante, diversi e diverse, uniti. E’ il solo modo per vincere.
Il Coordinamento 15 ottobre, luogo di convergenza organizzativa dei soggetti sociali impegnati, invita tutti e tutte a preparare la mobilitazione e a essere in piazza a Roma, riempiendo la manifestazione con i propri appelli, con i propri contenuti, con le proprie lotte e proposte

PER LA NOSTRA DIGNITÀ E PER CAMBIARE DAVVERO!

                                                 

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