Aumenta il costo della missione italiana in Afghanistan

2 01 2009

Aumenta il costo della missione italiana in Afghanistan

di Enrico Piovesana – www.peacereporter.net

Nonostante il testo del decreto-legge sulla ‘Proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali’, approvato ieri in Consiglio dei Ministri, verrà reso pubblico solo il 30 dicembre, PeaceReporter ha scoperto che nel 2009 il costo della missione militare in Afghanistan subirà un incremento del 43 percento rispetto all’anno passato.

147 milioni in più. L’anno passato, per la partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan, il governo aveva stanziato 337 milioni di euro (a cui si sono aggiunti altri 12 milioni di finanziamento-ponte lo scorso novembre), il che significa una spesa mensile di 28 milioni.
Quest’anno, solo per i primi sei mesi, la cifra stanziata è di 242 milioni di euro, che vuol dire 40 milioni di euro al mese. Su scala annuale farebbe 484 milioni: 147 in più rispetto al 2008.

Più uomini e mezzi. Le ragioni di questa impennata dei costi sono l’invio di quattro caccia-bombardieri Tornado del 6° stormo ‘Diavoli Rossi’ di Ghedi – che da sola costerà in un anno 52 milioni di euro – e di altri 500 soldati – il battaglione Feltre del 7° reggimento Alpini della brigata Julia, in partenza per la provincia ‘calda’ di Farah. Uomini e mezzi che, con la rimozione dei ‘caveat’ annunciata da Berlusconi, parteciperanno attivamente alla guerra contro i talebani.





I Talebani si riprendono l’Afghanistan

29 12 2008

mujedinProvincia di Wardak (Afghanistan), 29 dic. (Ap) - Due mesi fa, racconta Mohammad Anwar, i talebani hanno fatto sfilare dei ladri nelle strade del villaggio, hanno spalmato olio sui loro volti e li hanno rinchiusi in prigione. Una punizione pubblica utile a far comprendere agli abitanti della zona che avevano ormai assunto il controllo della provincia, distante soli 50 chilometri di autostrada dalla capitale Kabul. La presenza dei talebani alle porte di Kabul è stata confermata da più fonti, tra funzionari di governo, analisti, leader talebani e gente comune, interpellati dall’Associated Press. A oltre sette anni dall’invasione americana, la milizia islamica sta cercando di ricreare il governo con cui aveva amministrato il Paese dalla fine degli anni ‘90 al 2001. Nell’ultimo anno, solo nella provincia centrale di Wardak i comandanti talebani hanno conquistato capitali di distretto, eretto posti di controllo sulle strade di campagna e catturato soldati afgani. Oggi, a Wardak i talebani dispongono di un proprio governatore e di un capo delle forze armate, di un sistema giudiziario e di leader religiosi che esercitano anche la professione di giudici. Bande di miliziani si avventurano spesso nelle zone rurali, facendosi giustizia contro presunte spie e ladri. “Al calare della notte, non si vede più la polizia da queste parti”, racconta all’Ap Anwar, 20 anni, sollecitando il giornalista a rientrare a Kabul prima di essere individuato dai miliziani. A pochi chilometri di distanza, un poliziotto di nome Fawad gestisce un posto di blocco vestito con gli abiti tradizionali, in modo da apparire una persona del posto in caso di attacco talebano. “Ci sono stati sempre più talebani quest’anno – dice Fawad – la gente dei villaggi non si rivolge più alle corti del governo. I talebani li hanno ammoniti a non recarsi più lì”. In un numero crescente di regioni, i miliziani hanno affidato l’incarico di governatore o di capo di polizia e delle forze armate ai comandanti delle milizie; hanno imposto una “tassa” del 10% alle famiglie ricche e preteso donazioni dai più poveri, come cibo e tetto per i combattenti; hanno decretato la coscrizione militare per tutti gli uomini in età adulta, per consentire la rotazione delle forze talebane; hanno creato un sistema giudiziario parallelo, gestito da religiosi che impongono punizioni come catramatura, umiliazioni pubbliche e taglio delle mani; hanno intimato la chiusura delle scuole o la sostituzione delle materie scientifiche con materie religiose; infine, hanno creato posti di blocco per imporre tasse e perquisire veicoli del governo e degli stranieri. La crescente “talebanizzazione” riguarda vaste aree del Paese dove Stati Uniti, Nato e governo afgano non dispongono di truppe sufficienti. Si comprendono allora i piani Usa per rafforzare la presenza militare nel Paese, con l’invio a gennaio di truppe proprio a Wardak e Logar, alle porte di Kabul, in attesa dell’arrivo entro la prossima estate di altri 20.000-30.000 soldati. Sim

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Davanti all’impegno multilaterale per l’invio di nuove truppe d’occupazione verso l’Afghanistan, ecco la risposta dei “nemici”. Hanno riconquistato l’influenza e il controllo che avevano prima del tremendo attacco, successivo all’11 settembre, che noi tutti ricordiamo come uno degli atti di violenza più criminali e indiscriminati effettuato ad opera delle forze facenti parte della coalizione guidata dall’America. In quel periodo, 8 anni fa, i ripetuti bombardamenti indiscriminati sul deserto e sulle montagne alla ricerca cieca della “primula rossa”(Osama Bin Laden), non fecero altro che far rinascere quel sentimento di odio nella popolazione verso il “grande satana”, l’America appunto. Ci ricordiamo dei matrimoni afghani, celebrati con colpi di fucile in aria, scambiati per atti terroristici dalle forze d’occupazione e bombardati senza pietà. Questo è solo un aneddoto di questa guerra che dura fin da troppo, e che mai doveva iniziare. Centinaia di migliaia di civili uccisi dall’ignoranza e dall’ipocrisia di dominazione globale statunitense. La forza di questo popolo viene da molto lontano, da altri nemici, da altre guerre e da altre più pesanti occupazioni (quella dell’Urss tra gli anni 80 e 90), da cui si è sempre rialzato, ma a quale costo. I Talebani oggi sembrano ancora più presenti, ancora più prepotenti e tiranni verso la popolazione e la società afghana, di quanto non lo fossero qualche anno fa. Questo perchè la ferocia della guerra americana ha radicalizzato gli animi e ha spinto questi mujedin a nascondersi sulle montagne per qualche anno, rinforzarsi, riarmarsi e una volta che l’attenzione internazionale fosse calata, ripiombare sui villaggi per riprendersi ciò che gli era stato tolto. Gli afghani non vogliono i Talebani, sono violenti, sono totalitari,tiranni e assassini. Ma gli afghani non vogliono neanche americani, inglesi, italiani, perchè sono nemici, usurpatori, tiranni e assassini. BASTA con l’occupazione e la guerra in Afghanistan. BASTA con la guerra al terrorismo. BASTA con le servitù militari, le basi Nato in Italia e le missioni di pace che servono solo a coprire con le armi i potenti affari economici nelle terre del Medio-Oriente.

Antonio Vergoni





Presidente Obama e l’Afghanistan

5 11 2008

QUESTO E’ SUCCESSO IERI IN AFGHANISTAN …

Afghanistan, raid aereo Usa: morti 23 bimbi e 10 donne
Le bombe sganciate dall’aviazione statunitense su un villaggio nel sud dell’Afghanistan è costato la vita a 23 bambini e 10 donne, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, abitanti del villaggio colpito. Gli Stati uniti hanno presentato le loro scuse nel caso in cui «persone innocenti» siano state uccise. Il comando militare statunitense ha confermato che sono in corso indagini, ma una portavoce ha aggiunto: «Se persone innocenti sono state uccise in questa operazione, noi chiediamo scusa e presentiamo le nostre condoglianze».

Il presidente afgano Hamid Karzai ha rivolto un appello al neo presidente eletto Barack Obama affinché prevenga il ripetersi di operazioni con vittime civili. Secondo gli abitanti del villaggio, nella provincia meridionale di Kandahar, era in corso una festa di matrimonio quando è entrata in azione l’aviazione statunitense che ha sganciato numerose bombe. Il giorno precedente i talebani avevano sferrato un attacco contro le forze militari straniere presenti nella provincia.

… E QUESTO E’ IL PROGRAMMA DI OBAMA PER L’AFGHANISTAN:

La guerra in Afghanistan iniziò poco dopo gli attacchi alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Nell’estate 2008 si è registrato un picco delle violenze che ha riportato l’attenzione su questo conflitto in corso da quasi 7 anni. Sono 60.000 i soldati americani di stanza in Afghanistan.

Obama ritiene che sia necessario inviare in Alfghanistan almeno due battaglioni aggiuntivi di soldati americani e chiedere maggior sostegno ai Paesi Nato.

ORA GIUDICATE VOI.

Andrea





Terrore NATO in Afghanistan

22 08 2008

Afghanistan, altra strage di civili

All’ovest la Nato ne uccide 75

Feriti tre soldati italiani vicino a Kabul

 afghanistan, attacco usa

Settantasei civili, in maggioranza donne e bambini, sono stati uccisi oggi da un bombardamento della coalizione a guida Usa, nell’ovest dell’Afghanistan. Lo annuncia il ministero degli Interni afgano con un comunicato, aggiungendo di aver avviato un’inchiesta sull’accaduto.«Il bombardamento è avvenuto nel distretto di Shindand, provincia di Herat», precisa il ministero degli Interni, che esprime il «suo grande rammarico per un incidente involontario». Il governo ha già inviato «una delegazione di 10 persone sul posto per raccogliere informazioni sull’accaduto». Molte persone sono state ferite e si trovano in gravi condizioni.

Secondo un responsabile della polizia, Akramuddin Yawer, almeno 15 case sono state distrutte dai bombardamenti e 76 persone sono state uccise, in maggioranza donne e bambini, ma anche talebani.

In un primo momento il ministero della Difesa aveva dato notizia della morte di 5 civili e 25 talebani in seguito ai bombardamenti aerei: «Commando afgani e forze speciali americane hanno attaccato alle due del mattino le postazioni dei talebani nel distretto di Shindand», tra le province di Herat e Farah, nell’ovest, aveva dichiarato il generale Mohammad Zaher Azimi, portavoce del ministero. Quella zona rientra nella sfera di influenza del comando italiano in Afghanistan.

Nel corso dei primi quattro mesi del 2008 circa 200 civili afgani sono stati uccisi «per errore» dalle forze internazionali, nella maggior parte dei casi da bombardamenti aerei, secondo un bilancio fornito dall’inviato speciale dell’Onu, Philip Alston. Nello stesso lasso di tempo 300 civili sarebbero stati uccisi da attacchi talebani, per lo più attentati suicidi.

Negli ultimi mesi l’escalation di morti civili è stata fortissima. Gli “errori” della Nato si sono succeduti con frequenza sempre maggiore favorendo anche l’antipatia della popolazione afgana e un ritorno di favori per i talebani.

In Afghanistan poi continuano a morire soldati occidentali per mano dei talebani che controllano ormai buona parte del territorio. Prima la strage dei francesi, su cui non si sono ancora sedate a Parigi le polemiche, poi l’uccisione di tre polacchi sempre del contingente Nato, saltati su una granata, e ora tre soldati italiani rimasti feriti in un agguato. L’Afghanistan si sta trasformando in un bagno di sangue per le truppe europee a sostegno del comando Usa nel contingente interforze sotto la bandiera atlantica. Secondo i reportage da Kabul del quotidiano Le Monde la popolazione afghana teme che la capitale stia per cadere in mano ai talebani.

Ciò che è certo è che venerdì mattina alle 7:20 locali (le 4:50 in Italia) un mezzo VM90 “protetto” – quindi non blindato – del contingente italiano è stato investito da una esplosione in una zona rurale a circa 20 chilometri a nord da Kabul. Cioè in un quadrante diverso ma sempre non troppo distante dal luogo dove hanno trovato la morte i dieci soldati francesi, lunedì scorso, dopo un assedio durato ore sotto il tiro dei cecchini talebani. I francesi sono rimasti impegnati in violenti combattimenti a quaranta chilometri in direzione est alla periferia della capitale. Gli italiani erano invece in perlustrazione nella zona nord, non si sa a che raggio di distanza dal centro città.

Nel caso della pattuglia colpita nell’esplosione, la ricostruzione delle circostanze non è del tutto chiara ma si sospetta che a provocare il danneggiamento nella parte posteriore sia stato un ordigno rudimentale comandato a distanza. Quindi si tratterebbe di un agguato.

I militari italiani che appartengono al IX reggimento alpini dell’Aquila e al II reggimento del Genio Guastatori di Trento -spiegano al comando -stavano andando a svolgere un’attività pianificata di bonifica di ordigni ritenuti nei giorni scorsi. Ma sulla natura dell’esplosioneche li ha colpiti, si precisa, sono ancora in corso accertamenti. Il comando ha intanto già provveduto ad avvertire i familiari dei tre militari feriti di quanto è avvenuto e delle loro condizioni di salute. Nessuno dei tre è grave come ha assicurato al ministro della Difesa Ignazio La Russa il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini.

Durante la nottata invece, proprio nel distretto di Herat che ricade sotto il controllo delle truppe italiane, c’è stato un bombardamento in cui sono morte una trentina di persone. Secondo il portavoce della coalizione a guida Usa, Nathan Perry, si trattava di insorti. «Stando alle prime informazioni di cui disponiamo, cinque insorti sono stati arrestati e 30 uccisi. Non ho alcuna informazione su vittime civili», ha detto Perry.

Invece secondo il ministero della Difesa afghano ci sono anche civili tra i 30 uccisi nella notte da forze afghane e della coalizione nei pressi di Herat. «Forze di polizia afghane e militari americani hanno attaccato alle due del mattino posizioni dei taleban nel distretto di Shindand», ha detto il portavoce della Difesa, il generale Mohammad Zaher Azimi. «Le forze internazionali hanno anche effettuato un bombardamento aereo a sostegno delle operazione a terra – ha aggiunto – in totale 25 taleban sono stati uccisi, tra cui due importanti comandanti. Ma purtroppo anche cinque civili sono morti».

Pubblicato il: 22.08.08
Modificato il: 22.08.08 alle ore 18.26                   DA UNITA.IT – BY ANDREA