“I nostri candidati, qui a Ferrara come in tutta Italia, manterranno gli impegni che han preso prima”. Ha scelto il mercato settimanale di piazza Trento Trieste Dario Franceschini, per portare il suo ultimo appoggio alla corsa elettorale di Tiziano Tagliani in Comune e Marcella Zappaterra in Provincia.
Il segretario nazionale del Pd ha poi posto l’accento su un “governo che non governa, in cui sono tutti distratti, quando anche ieri (giovedì, ndr) Confindustria ha detto che un milione di persone rischiano di perdere il proprio posto di lavoro da qui al 2010″. Servono quindi secondo Franceschini “riforme strutturali per affrontare la crisi e misure per affrontare l’emergenza”. E il Pd si impegna “nel rispetto dei ruoli”, a fare la sua parte: “continueremo ad insistere in Parlamento – assicura Franceschini – per dare risposte a tutte quelle persone- siano precari, piccoli imprenditori o persone che hanno uno stipendio o una pensione troppo bassi- che ad aspettare la fine della crisi nel 2010-2011 non ce la possono fare”.
“I cittadini che voteranno ai ballottaggi – ha concluso – sceglieranno le persone alle quali fare governare le loro città e le loro province sceglieranno in base alla loro credibilità e alla loro competenza”.
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Parola di comunistA
Non voterò i Democratici, parola di comunistA.
Non voterò Partito Democratico, perchè: non ho paura dell’uomo “nero”, Dragotto e company, la destra e la sua riscossa nazionale. Non darò il voto a Tagliani perchè ho paura di far salire la destra, non lo voterò perchè…è il male minore. Questa volta no, non baratterò il mio voto, di sinistra, di classe, comunista marxista, socialista e rivoluzionario. Non voterò Democratici perchè almeno a Ferrara deve resistere l’ultimo baluardo diessino-democristiano. Non voterò per Il Partito Democratico, non lo voterò perchè, in fondo, è di sinistra.
Il Pd non è un partito di sinistra, è giusto finalmente liberarsi da questo falso ed ipocrita mito. Basta, il Pd è il partito della borghesia italiana, il secondo partito della borghesia italiana. Il Pd non è di sinistra, il Pd è borghese perchè fa politica borghese ed è borghese. Il partito democratico fa la politica che serve al potere, ai padroni. I dirigenti locali e provinciali del Pd sono stati i maggiori protagonisti delle grandi operazioni di privatizzazione ed esternalizzazione verso i servizi pubblici. Queste operazioni, a Ferrara come in tutta la provincia, sono state dirette dai dirigenti del partito ed indirizzate verso le proprie propaggini cooperative più o meno “rosse ”, usando lo strumento delle consulenze esterne in modo indiscriminato, riducendo il bilancio comunale ad un colabrodo. Il sindaco uscente (Sateriale) è stato il capofila di questo sistema di potere, di questa rete di interessi e di favori. Rifondazione è stata dentro questo ben oliato meccanismo di “potere perfettamente sicuro” per troppo tempo. Sempre, o quasi sempre, il Prc ha dovuto mandare giù bocconi amari, incassando decisioni e provvedimenti ben poco…di sinistra. Ora il discorso sembrava cambiato, c’era la svolta a sinistra, il bel vaffa al Pd e a tutto il carrozzone borghese e riformista. C’era la svolta a sinistra…ora non più, ora a Ferrara non più. Si ritorna verso la grande mamma, verso il porto sicuro, verso il matrimonio con la mantide religiosa…
A Ferrara Il Partito ha ceduto alle lusinghe del Pd, accontentandosi delle solite promesse, speranze e buoni auspici per la futura legislazione, e tutto deciso gli ultimi tre giorni prima del ballottaggio. Proprio così doveva andare, evidentemente solo così poteva andare. Il gruppo dirigente di Rifondazione di Ferrara testimonia tutta l’insicurezza politica, programmatica e di idee che il Partito ha, a Roma come qui da noi. La trappola delle dinamiche di maggioranza è lì pronta ad aspettarci, così come il nostro piatto di bocconi amari, proprio come l’ultima volta.
Antonio Vergoni
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