Comunicato congiunto Prc – Pdci – Socialismo 2000

16 06 2009

Roma, 10 giu. (Apcom) – Oggi si è costituito il Coordinamento della lista anticapitalista e comunista formato da Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Cesare Salvi. Lo riferisce una nota.

“Nella riunione – si legge nel comunicato – si è deciso di rendere stabile il coordinamento, confermando la volontà di proseguire il lavoro comune che ha dato vita alla lista; l`obiettivo è la costruzione di un polo politico dei comunisti e della sinistra, rivolto a tutte le culture critiche, autonomo dal Partito Democratico, che abbia al centro l`estensione dei diritti dei lavoratori, la tutela dell`ambiente, la pace, la democrazia e quindi l`opposizione intransigente alle politiche del governo Berlusconi e della Confindustria”.
“Nei prossimi giorni – si legge ancora nella nota – si terranno incontri con esponenti di forze politiche, culturali e sociali per verificare la possibilità di allargare l`esperienza della lista anticapitalista e comunista al fine di dar vita ad un processo di aggregazione della sinistra di alternativa”.





Il voto nell’Unione Europea

16 06 2009

su L’ERNESTO del 10/06/2009

UE – Il tasso di astensione raggiunge livelli record: 57%, il più alto da quando si vota per il Parlamento europeo (1979). Evidentemente questa UE non piace o non interessa ai suoi popoli. E nei pochi Paesi in cui i trattati UE sono stati sottoposti a referendum popolari (Francia, Olanda, Irlanda) sono stati bocciati.

UE – Il voto segna un complessivo e consistente spostamento a destra dell’Unione europea, un forte arretramento della socialdemocrazia, una tenuta complessiva delle forze comuniste e anticapitalistiche più solide e conseguenti, ed una avanzata in alcuni casi di formazioni xenofobe e apertamente reazionarie…Ciò seppellisce, per una lunga fase, l’illusione a lungo coltivata dalla socialdemocrazia e anche dal Partito della Sinistra Europea, secondo cui vi sarebbero – in questa fase – le condizioni oggettive e soggettive perché l’UE possa svolgere una funzione progressiva nelle relazioni internazionali ed essere portatrice di un modello sociale alternativo al capitalismo neo-liberista sul piano interno.
La ricostruzione di un progetto credibile per “un’altra Europa” passa necessariamente per la delineazione di un progetto alternativo all’Unione europea.

IL VOTO COMUNISTA EUROPEO – Prima di analizzare il risultato non positivo della lista comunista in Italia (ma non catastrofico: ci ritorneremo), è necessario esaminare il voto comunista nell’insieme del quadro UE, nei paesi dove il movimento comunista ha una sua base di consenso di massa. Emerge qui una situazione assai differenziata.

C’è una buona tenuta di alcuni partiti comunisti come il PCP portoghese (10,66%), il KKE greco (8,3%), l’AKEL di Cipro (35%), il KSCM della repubblica Ceca (14,2%). Questi partiti hanno in comune un percorso storico, politico e ideologico, di lungo periodo, diverso dalle dinamiche di socialdemocratizzazione e di rottura col leninismo che hanno caratterizzato l’esperienza euro-comunista: E non è un caso che due di essi (PCP e KKE) non hanno aderito al Partito della Sinistra Europea, mentre gli altri due vi hanno partecipato sinora (criticamente) solo in veste di osservatori.

Sul versante opposto si evidenzia la criticità del “caso italiano” (che implica quanto meno un bilancio impietoso di tutta l’esperienza di Rifondazione) ed il peggioramento ulteriore del “caso spagnolo” dove Izquierda Unida (che ingloba il PCE) raggiunge il suo minimo storico (3,7%), pur presentandosi in alleanza elettorale con la componente catalana eco-socialista (assai più moderata) di Iniciativa per Catalunya-Verdi.

In una dimensione intermedia si colloca l’esperienza francese, dove un PCF “in mezzo al guado” e dall’identità sempre più incerta, presentatosi alle elezioni con una lista di “Fronte della sinistra” insieme ad una componente di socialisti staccatasi dal PS, ottiene il 6,5%, supera lo sbarramento elettorale e riesce ad inviare al Parlamento europeo 5 deputati (di cui 2 del PCF). Mentre il Nuovo Partito Anticapitalista, animato dalla Ligue trotzkista francese, ottiene un dignitoso 4,8% ma non elegge deputati a causa dello sbarramento.

Un discorso a parte – tra i partiti di sinistra che fanno parte del Gruppo parlamentare europeo GUE-NGL – va fatto per la Linke tedesca (che passa dal 6,1 al 7,5%), per il Synaspismos greco (stabile sul 4,7%), per il Bloco de Izquierda portoghese (che raddoppia la sua percentuale e ottiene il 10,73%), per la sinistra verde nordica (che dimezza i consensi in Svezia e Finlandia) e per i socialisti olandesi (il partito del pomodoro, stabile sul 7%), non rubricabili nello schieramento dei partiti comunisti.





Pdci, ufficio politico respinge le dimissioni di Diliberto

9 06 2009

prcpdciVotato documento per accelerare l’unità con Ferrero e Salvi

L’ufficio politico dei Comunisti italiani ha respinto, con il solo voto contrario di Marco Rizzo, le dimissioni presentate oggi dal segretario dl partito Oliviero Diliberto. E’ stato votato un documento, a quanto riferiscono fonti del Pdci, che impegna il gruppo dirigente ad una accelerazione del processo di riunificazione con Rifondazione comunista e con Socialismo 2000 di Salvi, che si sono presentati alle europee insieme ai Comunisti italiani nella Lista comunista-anticapitalista. Si va avanti, dicono al Pdci, sulla linea seguita finora, dunque riunificazione subito con il Prc, attivazione immediata di coordinamenti nazionali e sul territorio, feste di partito comuni quest’estate. Una iniziativa politica “con le forze che hanno promosso la lista unitaria ma aperta a chi ci vuole stare”, spiegano a largo Augusto Imperatore.





Paolo Ferrero offre le dimissioni.

9 06 2009

topogigioLa batosta elettorale lascia i primi segni. Il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero ha rimesso il mandato nelle mani del comitato politico nazionale. Lo ha annunciato lo stesso segretario durante la riunione della direzione nazionale in corso a via del Policlinico sull’analisi del voto. Una scelta per fare chiarezza e per consentire al partito un dibattito «più libero» sul futuro.

Nella sua relazione Ferrero ha rilanciato da un lato la campagna sociale contro la crisi e i provvedimenti del governo, dall’altro la proposta «di dare vita – a partire dai soggetti che hanno composto la lista per le europee, il cui coordinamento si riunirà domani – ad un percorso di aggregazione di un polo della sinistra». Una richiesta chiara di dialogo a 360 gradi, senza preclusioni, dai socialisti a Marco Ferrando, dai movimenti territoriali alle realtà sindacali, ma con un’unica discriminante: l’autonomia programmatica e culturale dal partito democratico.

Sempre nella sua relazione, il segretario ha criticato gli eccessi delle correnti interne nella selezione dei quadri dirigenti e invitato tutto il partito a un rinnovamento culturale e a una riflessione profonda sul comunismo e l’anticapitalismo, in un dialogo più stretto con culture e intellettuali anche esterni al Prc. Insieme a lui ha rimesso il mandato anche tutta la segreteria. Sabato e domenica, nel comitato politico nazionale, il «parlamentino» del Prc dovrà dunque rinnovare gli organismi dirigenti e approvare il documento politico sulla proposta della costruzione del «polo» della sinistra

Da ” il Manifesto” di oggi 9/6/2009

J.