Senza giustizia nessuna pace.

30 09 2009

Scritto da Amedeo Bellini
domenica 30 settembre 2007
Trenta anni fa veniva assassinato a Roma per mano fascista Walter Rossi, 20 anni,  militante di Lotta Continua. Walter era uno di quelle decine di migliaia di militanti che attraverso le organizzazioni della sinistra rivoluzionaria lottava per l’emancipazione della classe operaia e dei giovani dalla barbarie dello sfruttamento capitalista.
Il suo assassinio non è un fatto causale ma rientra in un tentativo da parte delle forze neofasciste di alzare il livello dello scontro, approfittando della copertura degli apparati dello stato e del consenso che nel 1976 nel Lazio vedeva il MSI raggiungere addirittura l’8,1% alle elezioni.

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Esiste un allarme omofobia in Italia?

22 09 2009
    • Si parla e non si parla, più che altro se ne parla a sproposito, come d’abitudine del giornalismo italiano. E’ l’evento del giorno, ma può benissimo passare, appunto come evento come news, ma poi deve lasciare il posto al meglio, che sia Berlusconi che consegna case ai terremotati, opppure l’ipocrisia vaticana sui morti in Afghanistan.

  • Certo è che di allarme si dovrebbe parlare, a mio modo di vedere. Le ultime aggressioni romane, borgatare si diceva un tempo, conosciute da tempo nella capitale; c’è stata anche Bologna, c’è stata Rimini quest’estate (senza botte però), in Sardegna qualche mese fa. La solita storia, qualche bulletto di strada mena il coetaneo, ma così per scherzo, gli urlano “frocio di merda”, qualche calcio e via a pranzo dalle famiglie. Capita poi che siano un pò più grandi, ad esempio adulti con le teste rasate e vestiti allo stesso modo: na serata diversa, tirano qualche molotov così per fa serata…ahò, ma mica li volevamo ucciddere! Poi capitano i delinquenti, sempre con testa rasata che usano le lame, e le usano sui froci, così…per far serata.


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Oggi e domani, l’unico voto alternativo è quello alla lista RIFONDAZIONE-COMUNISTI ITALIANI !

6 06 2009

Viviamo il tempo buio di una crisi inedita e strutturale del capitalismo, una crisi economica, sociale, ambientale e  alimentare determinata da decenni di politiche neoliberiste: si  apre la strada ad una vera e propria crisi di civiltà il cui emblema è la guerra tra i poveri. 

Il rischio è l’uscita da destra dalla crisi: la progressiva frantumazione del mondo del lavoro, il passaggio dal welfare alla carità, lo svuotamento della democrazia, resa sempre più impermeabile ai conflitti e ai soggetti sociali, e la ripresa di ideologie nazionaliste, razziste, fondamentaliste, sessiste e omofobe. È un processo che in Italia assume il volto di un nuovo autoritarismo – quello plebiscitario e populista del berlusconismo – che potrebbe essere rafforzato da una ulteriore deriva maggioritaria e dalla cancellazione definitiva di ogni possibile rappresentanza dell’opposizione sociale. 

Noi ci battiamo per una uscita da sinistra dalla crisi e  per questo motivo sosteniamo la lista anticapitalista e comunista a cui hanno dato vita esponenti dei movimenti altermondialista, femminista, pacifista, ambientalista, antirazzista, LGBTQ  assieme a Rifondazione comunista – Sinistra Europea, Comunisti italiani, Socialismo 2000 e Consumatori Uniti. Un progetto di critica radicale e profonda alle politiche neoliberiste che in Europa  hanno accomunato popolari, liberali e socialisti, cioè tutti i partiti attualmente presenti nel parlamento italiano. 

Sosteniamo la lista anticapitalista e comunista per mantenere aperta la strada dell’alternativa, in Italia e in Europa. Un voto utile per proporre un’uscita da sinistra dalla crisi, per rafforzare un’ipotesi di ricostruzione della sinistra basata sulla connessione fra  diversi soggetti del conflitto e culture critiche, fra vertenze territoriali e movimenti globali, fra ambiente e lavoro, fra uguaglianza e libertà: una sinistra che non abbia rinunciato ad elaborare un pensiero forte dalla parte dei deboli, alla sfida per l’egemonia e la costruzione di un nuovo senso comune. 

Pensiamo in primo luogo ad un voto d’ascolto di questa giovane generazione di invisibili, o meglio di invisibili alla politica,  che sembrava condannata, dalla precarietà del lavoro, dei saperi, delle vite a non poter immaginare il futuro, a non poter lottare per il futuro, e che ha invece trasformato la propria atipicità nell’anomalia di un’onda che ha invaso, con gioia e rabbia, scuole, università, città; che ha reclamato diritto alla conoscenza, cittadinanza, reddito sociale; che ha nominato la contraddizione tra il capitale e le vite con parole  –  noi la crisi non la paghiamo-che hanno connesso le tante lotte e vertenze di questi mesi. 

Un voto che tenga aperta la speranza, che apra la strada all’aggregazione della sinistra anticapitalista, comunista e della sinistra socialista.
Perché il futuro si può ancora scrivere, 

il 6 e 7 giugno votiamo 

su www.unaltraeuropa.eu tutti i firmatari dell’appello.

 





. . . verso il 25 Aprile . . .

24 04 2009

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                       . . . una mostra a Pieve di Cento ricorda MUSSOLINI . . . :

 

Omaggio al Duce per il 25 Aprile

A Pieve di Cento hanno trovato uno strano modo
di ricordare la Liberazione. Una mostra su Mussolini che raccoglie materiale
relativo all´espressione della devozione popolare e dell´ammirazione della
gente nei confronti del Duce e che cade nei giorni in cui si celebra 25 Aprile.

L´esposizione, allestita nel museo d’arte ‘Magi’900′ di Pieve di Cento,
costituisce il corpus centrale dell’allestimento permanente di opere d’arte,
sculture, pitture, ceramiche dalla raccolta personale del fondatore del
‘Magi’900′, Giulio Bargellini. Le opere esposte sono il risultato di una lunga
ricerca condotta da Duilio Susmel (1919 – 1984), autore, tra l’altro,
dell”Opera Omnia di Benito Mussolini’, che, all’indomani della caduta del
fascismo, il 25 luglio del 1943, cominciò a raccoglierle e a conservarle

“Pur concedendo la buona fede del Ministero -
scrivono le tre Anpi locali -, sentiamo la necessità di avvertire il ministro
Bondi, il suo staff e l’ignaro frequentatore del museo che la mostra temporanea
inaugurata il 18 aprile e aperta anche in occasione delle festività della
Liberazione riguarda la raccolta “Mussolini ritrovato: storia di una collezione
proibita”".

All´Anpi sembra “poco rispettoso nei confronti dei fondatori della
nostra Repubblica accostare la Liberazione e il ricordo delle tante vittime
della guerra con l’omaggio a chi quella guerra ha voluto e dichiarato in nome
della ipotetica superiorità della “razza” italiana e della prepotenza fascista.
Il tutto aggravato dalla alleanza e successiva sottomissione (periodo della
“repubblica sociale” 1943-1945) al nazismo tedesco sterminatore di milioni di
europei”.

I rilievi non sono diretti tanto al privato organizzatore, la cui
libertà “di esporre al pubblico una propria collezione non è in discussione”,
quanto al ministero, “che dovrebbe difendere la memoria della nazione, e non
dare voce ad una dissacrazione della lotta di Liberazione e della Resistenza
attraverso una calcolata “rivisitazione” dell’immagine del Dittatore, nel
giorno anniversario della Liberazione conquistata al prezzo di tante lacrime e
tanto sangue”.

La mostra non poteva non scatenare le ire delle varie associazioni partigiane di
Cento, Ferrara e Bologna, che in un comunicato rilevano come “nell’ambito degli
avvenimenti della tradizionale Settimana della Cultura, che coincide con
l’anniversario della Liberazione del 25 Aprile, il Ministero dei Beni Culturali
reclamizza con un volumetto-guida delle manifestazioni in Emilia Romagna anche
il Museo Magi di Pieve di Cento, che offre, oltre a raccolte d’arte permanenti,
anche una mostra temporanea”.

                    

 

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J.