Contro il G8

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Il Partito della Rifondazione Comunista parteciperà a tutte le mobilitazioni di contestazione al summit del G8,

sia quelle diffuse sul territorio nazionale come la manifestazione del 4 Luglio a Vicenza contro la base Dal Molin,

sia il Forum organizzato da diverse forze e movimenti il 7 Luglio a L’Aquila,

sia la manifestazione nazionale prevista per il 10 Luglio nel capoluogo abruzzese

Brunetta: «Quelli dell’Onda sono guerriglieri e li tratteremo come tali»

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ROMA – Gli studenti dell’Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.

LA PROTESTA – A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo – ha aggiunto – che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l’Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L’Onda non l’ho vista nelle recenti elezioni degli studenti – ha insistito Brunetta – quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri

…E ora caro Ministro? Sei nel mirino, lo sai?

La svolta autoritaria di questo governo è definitiva e lascia il segno appena può…i segni sono quelli lasciati dall’ignoranza dei governanti e dall’ipocrisia di questa borghesia gongolante…

I segni sono quelli lasciati sulle braccia e sul corpo di chi nell’ultimo periodo ha cercato di manifestare il suo dissenso e in tutta risposta ha ricevuto oltre alle manganellate anche i divieti, le sanzioni, le imposizioni autoritarie che piovono orami da ogni dove …

Esiste il divieto di manifestazione religiosa, o meglio esiste un protocollo da seguire per far sì che la popolazione immigrata si manifesti il meno possibile, ad esempio con il divieto della preghiera collettiva, storicamente usata dai mussulmani come momento di raccoglimento, affiatamento identitario e forma nonviolenta di protesta.

I segni che il governo fascista di Berlusconi lascia, sono sempre più pesanti da affrontare, che quasi quasi anche il democratico leggenDario è obbligato ad indignarsi oltremodo passando addirittura per un uomo DI SINISTRA!

E poi i segni che fanno più male: le limitazioni del diritto di sciopero, le ronde di sicurezza, la rinascita della destra tra i giovani e nel movimento studentesco, i diritti,le garanzie, le impunità che il Partito Democratico, unica opposizione in parlamento, lascia,concede, amplia e permette a tutta la banda di cocaleros berlusconiana e al Capo del Governo in persona (lodo Alfano-caso Mills; conflitto d’interesse e mix affaristico massonico che unisce i due poli; la questione Rai, controllo dell’informazione e la corsa alle poltrone del potere..)

E ora? In questo che sarebbe un infinito elenco delle porcate che stanno compiendo sotto i nostri occhi, si inserisce l’arroganza dell’ignoranza fatta a persona: il ministro Brunetta. Il ministrino, gonfio e tronfio dalla sua battaglia personale contro il servizio pubblico, ora usa parole così forti verso il movimento studentesco.

Dico dunque di stare attento signor B., perché il vento che tu e la tua band sentite soffiare alle vostre spalle è lo stesso che in un attimo può cambiare, tirare dalla parte opposta, creare un onda anomala che potrebbe ribaltarvi cancellandovi per sempre.

Le lotte di questo autunno sono state lotte che non si vedevano da 20 anni, lotte di piazza con un movimento imponente di protesta che ora sta riprendendo fiato. È ora di ripartire con le mobilitazioni e scendere in piazza a fianco di chi lotta contro questo Governo reazionario. Uniamo le forze e unifichiamo le lotte, solo così potremmo ridare una speranza ad un paese che scivola a gran velocità verso il baratro.

Junius 

La Sapienza, tensione studenti-polizia

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LA PROTESTA LEGATA ALLO SCIOPERO DELLA FLC-CGIL «CONTRO I TAGLI ALL’ISTRUZIONE»

Le forze dell’ordine vietano il corteo dell’Onda: cariche di alleggerimento. Lanci di oggetti dai manifestanti ROMA – Tensione e scontri all’Università di Roma “La Sapienza”: gli studenti dell’Onda che avevano dato vita al corteo interno hanno tentato di uscire fuori dalla città universitaria, cercando di forzare il cordone di poliziotti e carabinieri e violando il recente protocollo sulle manifestazioni pubbliche. Le forze dell’ordine hanno caricato gli studenti respingendoli all’interno dell’ateneo. Alla carica i dimostranti hanno risposto con un lancio di oggetti, anche scarpe. Poi gli studenti sono rientrati nella città universitaria, mentre l’entrata principale dell’università in piazzale Aldo Moro è rimasta presidiata da polizia e carabinieri.

SASSAIOLA – Dopo circa mezz’ora, nuova carica verso gli studenti che tentavano di uscire in corteo fuori dall’ateneo romano da un accesso secondario dalla parte di via de Lollis. I dimostranti sono stati nuovamente respinti all’interno e hanno continuato il lancio di oggetti: scarpe, bottiglie e sanpietrini. Poco dopo, gli studenti hanno provato a violare il blocco attraverso le uscite che danno su viale Regina Elena. Qui circa 5 studenti hanno cominciato a lanciare sassi contro le forze dell’ordine, ma sono stati subito bloccati dagli altri colleghi. Quasi contemporaneamente, circa un centinaio di ragazzi hanno tentato di entrare nell’edificio del rettorato cercando di forzare i cancelli subito chiusi e sprangati dall’interno dal personale dell’ateneo romano. I manifestanti si sono poi riuniti sulla scalinata, davanti alla statua della Minerva, per un’assemblea.

LA PROTESTA – La manifestazione degli studenti è legata allo sciopero della Flc-Cgil «contro i tagli all’istruzione operati dal governo» (qui la manifestazione di Milano). Alla protesta della Sapienza hanno partecipato circa 3oo ragazzi, che hanno scandito gli slogan: «Blocchiamo tutto», «Sciopero, sciopero» e l’ormai immancabile «Noi la crisi non la paghiamo». Guarda il video della protesta e degli scontri (da C6Tv.it)

LE REAZIONI – Dopo gli scontri, l’Unione degli universitari ha diffuso un comunicato per affermare che «la violenza utilizzata dalla polizia nei confronti dei manifestanti della Sapienza è assolutamente ingiustificata. A tutti deve essere garantita la libertà di poter esprimere le proprie idee». Dal canto suo, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha lanciato «un invito alla calma e a disarmare qualsiasi tendenza alla violenza politica che sta creando problemi nelle nostre università».

NON E’ SUCCESSO NIENTE

Assolti i capi e condannati a pene irrisorie gli esecutori della mattanza. E dall’aula si alza il grido “vergogna”

Processo per i fatti della Diaz

Processo per i fatti della Diaz

Da Bolzaneto alla Diaz. Di violenza in violenza. Ci si ricorderà tra qualche anno che in un Stato come quello italiano è stata sospesa la democrazia? O che si siano avallati comportamenti che hanno, di fatto, sospeso il diritto? Pochi giorni fa è stata emessa la sentenza di primo grado per i fatti della caserma di Bolzaneto. Imputati in 45, tra forze dell’ordine e medici. Solo in 15 sono stati condannati peraltro a pene minime che saranno indultate e prescritte. Reato di tortura? Assolutamente no, la nostra legislazione non lo prevede e nessuno ha mai pensato, negli anni, che potesse accadere nel nostro “civilissimo” paese. E pure quel riconosciuto reato di “abuso di ufficio” invocato dai pubblici ministeri e riconosciuto dalla sentenza, non ha un riscontro effettivo nelle condanne. Pronte ad essere spazzate via e presto dimenticate.

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Vergogna. Dopo quasi otto anni e undici ore di camera di consiglio, al processo per “la macelleria messicana” avvenuta nella scuola Diaz è stato messo un punto. Anzi alzato un muro, al di qua del quale sono rimaste 93 persone, di cui una andata in coma, selvaggiamente picchiate dalla polizia e la certezza di quanto e chi sia rimasto impunito

29 i poliziotti imputati, 109 gli anni richiesti complessivamente dall’accusa. 16 gli assolti, 13 i condannati, 35 anni e 7 mesi la pena complessiva inflitta, di cui 32 anni e sei mesi condonati. Assolto Francesco Gratteri, ex direttore dello Sco, oggi direttore centrale anticrimine; assolto Giovanni Luperi, ex vice direttore Ucigos, oggi funzionario Aisi (ex Sisde); assolto Gilberto Calderozzi, ex vice direttore Sco, oggi direttore del servizio centrale operativo della polizia. Assolti la maggior parte dei dirigenti, degli ex capo di squadre mobili, degli ispettori.

Condannate “le pedine”, i sottoposti, gli esecutori con pene che vanno dai 4 anni per falso ideologico e calunnia in concorso di Vincenzo Canterini, all’epoca comandante del reparto mobile di Roma che fece irruzione per primo alla Diaz, al mese di Luigi Fazio. Condannati gli agenti di Canterini per lesioni aggravate in concorso a 3 anni. Per l’episodio delle molotov portate dalla polizia nella Diaz e imputate ai manifestanti condannato Pietro Troiani (3 anni) e Michele Burgio (2 anni e mezzo) per calunnia e porto illegale di armi da guerra. A tutti concesse le attenuanti generiche.

Michelangelo Fournier, all’epoca del G8 a Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, ha finalmente ammesso quello che tutti e tutte sapevamo:
«Arrivato al primo piano dell’istituto – ha detto Fournier – ho trovato in atto delle colluttazioni

Pene inesistenti, ridotte a niente dal condono, e una frase «giustizia non è stata fatta», come afferma il segretario del Pdci Diliberto, che si ripete, rimbalza sulla bocca di chi ci credeva, alla giustizia. E la Verità, politica, materiale, morale calpestata come la faccia di chi quella notte era nella scuola Diaz. «Sono rimasta ancora con le mani alzate davanti a tutti questi poliziotti che hanno iniziato subito a picchiarmi con i manganelli sulle spalle e sulla testa. Credo di essere caduta quasi subito, ero sdraiata con la schiena verso la Polizia e mi hanno colpito, mi hanno dato dei calci nella schiena, sulle gambe, mi hanno picchiato sul lato con i bastoni ho cercato di pararmi dai colpi mentre mettevo le braccia sopra alla testa [...] e poi un poliziotto mi ha picchiato con il ginocchio tra le gambe, hanno continuato a picchiarmi [...] avevo la sensazione che loro si divertissero mentre mi stavano picchiando e gemevo quando mi colpivano sullo sterno e avevo la sensazione che loro fossero divertiti».

E ancora «era un birillo, veniva sbattuto da una parte all’altra, ricordo parecchi calci, ricordo molto bene le scarpe di queste persone perché erano scarponi grossi. I primi lo hanno spintonato, poi si sono richiusi su di lui; tutti quelli che passavano lo malmenavano in un modo o nell’altro». Vergogna.

C. C.          (14.11.08)

da: www.larinascita.org

(N.B.: la maggior parte delle foto le ho aggiunte io.

Andrea)

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