Assolti i capi e condannati a pene irrisorie gli esecutori della mattanza. E dall’aula si alza il grido “vergogna”
Processo per i fatti della Diaz
Da Bolzaneto alla Diaz. Di violenza in violenza. Ci si ricorderà tra qualche anno che in un Stato come quello italiano è stata sospesa la democrazia? O che si siano avallati comportamenti che hanno, di fatto, sospeso il diritto? Pochi giorni fa è stata emessa la sentenza di primo grado per i fatti della caserma di Bolzaneto. Imputati in 45, tra forze dell’ordine e medici. Solo in 15 sono stati condannati peraltro a pene minime che saranno indultate e prescritte. Reato di tortura? Assolutamente no, la nostra legislazione non lo prevede e nessuno ha mai pensato, negli anni, che potesse accadere nel nostro “civilissimo” paese. E pure quel riconosciuto reato di “abuso di ufficio” invocato dai pubblici ministeri e riconosciuto dalla sentenza, non ha un riscontro effettivo nelle condanne. Pronte ad essere spazzate via e presto dimenticate.


Vergogna. Dopo quasi otto anni e undici ore di camera di consiglio, al processo per “la macelleria messicana” avvenuta nella scuola Diaz è stato messo un punto. Anzi alzato un muro, al di qua del quale sono rimaste 93 persone, di cui una andata in coma, selvaggiamente picchiate dalla polizia e la certezza di quanto e chi sia rimasto impunito
29 i poliziotti imputati, 109 gli anni richiesti complessivamente dall’accusa. 16 gli assolti, 13 i condannati, 35 anni e 7 mesi la pena complessiva inflitta, di cui 32 anni e sei mesi condonati. Assolto Francesco Gratteri, ex direttore dello Sco, oggi direttore centrale anticrimine; assolto Giovanni Luperi, ex vice direttore Ucigos, oggi funzionario Aisi (ex Sisde); assolto Gilberto Calderozzi, ex vice direttore Sco, oggi direttore del servizio centrale operativo della polizia. Assolti la maggior parte dei dirigenti, degli ex capo di squadre mobili, degli ispettori.
Condannate “le pedine”, i sottoposti, gli esecutori con pene che vanno dai 4 anni per falso ideologico e calunnia in concorso di Vincenzo Canterini, all’epoca comandante del reparto mobile di Roma che fece irruzione per primo alla Diaz, al mese di Luigi Fazio. Condannati gli agenti di Canterini per lesioni aggravate in concorso a 3 anni. Per l’episodio delle molotov portate dalla polizia nella Diaz e imputate ai manifestanti condannato Pietro Troiani (3 anni) e Michele Burgio (2 anni e mezzo) per calunnia e porto illegale di armi da guerra. A tutti concesse le attenuanti generiche.
Michelangelo Fournier, all’epoca del G8 a Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, ha finalmente ammesso quello che tutti e tutte sapevamo:
«Arrivato al primo piano dell’istituto – ha detto Fournier – ho trovato in atto delle colluttazioni
Pene inesistenti, ridotte a niente dal condono, e una frase «giustizia non è stata fatta», come afferma il segretario del Pdci Diliberto, che si ripete, rimbalza sulla bocca di chi ci credeva, alla giustizia. E la Verità, politica, materiale, morale calpestata come la faccia di chi quella notte era nella scuola Diaz. «Sono rimasta ancora con le mani alzate davanti a tutti questi poliziotti che hanno iniziato subito a picchiarmi con i manganelli sulle spalle e sulla testa. Credo di essere caduta quasi subito, ero sdraiata con la schiena verso la Polizia e mi hanno colpito, mi hanno dato dei calci nella schiena, sulle gambe, mi hanno picchiato sul lato con i bastoni ho cercato di pararmi dai colpi mentre mettevo le braccia sopra alla testa [...] e poi un poliziotto mi ha picchiato con il ginocchio tra le gambe, hanno continuato a picchiarmi [...] avevo la sensazione che loro si divertissero mentre mi stavano picchiando e gemevo quando mi colpivano sullo sterno e avevo la sensazione che loro fossero divertiti».

E ancora «era un birillo, veniva sbattuto da una parte all’altra, ricordo parecchi calci, ricordo molto bene le scarpe di queste persone perché erano scarponi grossi. I primi lo hanno spintonato, poi si sono richiusi su di lui; tutti quelli che passavano lo malmenavano in un modo o nell’altro». Vergogna.
C. C. (14.11.08)
da: www.larinascita.org
(N.B.: la maggior parte delle foto le ho aggiunte io.
Andrea)
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