Ero alla Festa di Liberazione di Portomaggiore ieri, e ho avuto modo di partecipare ad un dibattito sulla futura “ Federazione della sinistra d’alternativa”, soggetto pluralista che accoglierebbe il Prc, il Pdci e Socialismo 2000 . Nel dibattito di ieri sera, organizzato come un’attivo degli iscritti, erano invitati come relatori i rispettivi responsabili organizzativi dei due partiti comunisti, Grassi (Prc) e Licardo (Pdci).
Il tema dell’incontro, l’organizzazione del futuro soggetto unitario, è forse l’argomento che meno è stato trattato dai due invitati. Entrambe hanno ben pensato di propinare al pubblico accorso la solita litania: parlando soprattutto degli “altri” partiti, prendendosela col rinnegato Vendola, con la vecchia gestione bertinottiana del partito, condendo il tutto con un’ analisi della situazione politica attuale, decisamente areosa e totalmente scontata.
Per la creazione della “Federazione” è stata già decisa una data, in novembre di quest’anno, per poter poi presentarsi all’appuntamento delle elezioni regionali uniti sotto un unico simbolo (lo stesso delle ultime europee). Non si è parlato della linea politica che avrà questo nuovo soggetto, e per di più, vi è stato pure un certo motto di sbigottimento davanti ad una domanda posta da un compagno su questo punto. Sulle alleanze future che il nuovo soggetto prenderà in considerazione nel suo cammino politico, si è preferito glissare con un improbabile “ragioneremo sui contenuti e non ci svenderemo”. Questo tipo di risposta è la stessa che gli stessi dirigenti di partito davano quando in preparazione c’era l’Arcobaleno. In tutto e per tutto, il percorso fin qui svolto per la creazione del nuovo soggetto ha il puzzo di roba vecchia. Non c’è una base politica programmatica comune, anzi non c’è nenanche l’intenzione di crearla questa base, preferendo rimanere il più possibile vaghi anche rispetto a questioni, come l’alleanza col Partito Democratico, che secondo la base del partito (almeno per quanto riguarda Rifondazione), come secondo i partiti della Sinistra italiana, non avrebbero bisogno di ulteriori approfondimenti. Non si possono fare alleanze coi partiti della borghesia italiana (Pd, Udc, Italia dei Valori), e questo perchè non fanno gli interessi della classe lavoratrice e dei giovani, dei pensionati di tutti quegli italiani che non fanno parte del sitema di privilegi, garanzie, immunità e ricchezza del sistema capitalista italiano.
Durante l’incontro di ieri sera, una delle argomentazioni maggiormente riproposte, soprattutto dal compagno dirigente Grassi, è stata la necessità di entrare nei luoghi di lavoro, nei luoghi del conflitto sociale, partecipare ai movimenti di protesta… e tutto senza avere una benchè minima idea su quello che poi si dovrà dire, una volta entrati in contatto con questi ambienti. Non che i comunisti non sappiano come comportarsi in certe situazioni, ma il fatto è che nessuno dei compagni dirigenti si è ancora ”spinto” fino a delineare nemmeno un abbozzo di linea politica, ma anzi cercando di rimanere in astratto il più possibile sui contenuti politici del prossimo periodo di lotta .
L’idea che mi rimane da ieri è proprio il vuoto politico dei dirigenti che ho incontrato . Cercano ancora di rimanere a galla nel pantano politico italiano ad ogni costo. L’unica prospettiva che questi dirigenti hanno è quella di rilanciare se stessi e non una vera politica d’opposizione con un vero partito d’opposizione comunista a Berlusconi e alla borghesia italiana. Per quanto ancora ci toccherà assistere alle passerelle dei burocrati da Roma, che si spingono fino a luoghi come Portomaggiore, solo per riempirsi la bocca di frasi retoriche e motivetti già ascoltati fino alla nausea?!
Junius



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