Martedì 21 APRILE, ore 20.30 Cento (Ferrara)

21 04 2009

                       ORGANIZZA: L’ERNESTO- RIVISTA COMUNISTA

                        CENTRO POLIVALENTE “PANDURERA” Sala Didattica – via XXV Aprile

CONTRO LO SFRUTTAMENTO SUL LAVORO, CONTRO IL RAZZISMO, CONTRO IL REGIME NASCENTE,

 PER L’UNITA’  DEI COMUNISTI E DELLA SINISTRA D’ALTERNATIVA

                   Introduce Giuseppe Bellanova,  Segretario Circolo Prc Cento

Intervengono:

 Roberto Soffritti,  Ufficio Politico Nazionale PdCI

Delfina Tromboni, Storica dei movimenti delle donne – PRC Ferrara

Ernest Njienbe Jonkan, Movimento Immigrati – Emilia-Romagna

Paolo Guerrini, Coordinatore regionale PdCI Emilia – Romagna

Fosco Giannini, Direzione Nazionale PRC- direttore de l’ernesto

Circolo PRC Cento – Sezione PdCI Alto Ferrarese

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LA STRAGE SILENZIOSA

31 03 2009

5174IMMIGRAZIONE: CENTINAIA DISPERSI, FORSE 350 SALVATI

 

ROMA – Nuova tragedia del mare tra l’Africa e l’Italia: due barconi carichi di migranti sono affondati. A bordo c’erano centinaia di disperati e quasi tutti sono al momento dati per dispersi dai guardacoste libici che stanno conducendo le operazioni di soccorso. Le informazioni sull’accaduto sono ancora confuse. Si parla – a quanto riferito alla Reuters da funzionari locali – di quattro imbarcazioni in difficolta’ non lontano dalla costa della Libia. Di queste due sono sicuramente affondate. Delle altre due non si sa niente, anche se il ministero dell’Interno libico ha reso noto che una nave cisterna italiana ha salvato 350 clandestini che si trovavano a bordo di una imbarcazione alla deriva.
Per il momento sono state tratte in salvo 23 persone mentre di altre 21 sono stati recuperati i corpi senza vita. I dispersi: considerando che su una imbarcazione affondata si trovavano 253 persone e sull’altra 365, sono pertanto piu’ di 500. Secondo quanto ha reso noto l’agenzia egiziana Mena, tutti i clandestini – molti dei quali di nazionalita’ egiziana – erano diretti in Italia. Una delle imbarcazioni era partita da Sid Belal Janzur, un sobborgo di Tripoli e dopo tre ore di navigazione il battello e’ affondato 30 chilometri al largo della Libia. Delle altre i libici affermano di non avere certezza del luogo di partenza.
Quanto al salvataggio effettuato da una nave italiana, resta qualche incertezza. Fino alla tarda serata – secondo quanto si e’ appreso – sia del naufragio sia del soccorso da parte di una nave cisterna non era giunta alcuna segnalazione alle autorita’ italiane competenti per la ricerca e il soccorso in mare. L’ennesima tragedia sulla rotta tra la Libia e la Sicilia non ha comunque fermato i viaggi della disperazione verso l’Italia: oltre 400 extracomunitari sono approdati infatti nelle ultime ore sulle coste della Sicilia orientale, dopo i 222 giunti ieri a Lampedusa. Sbarchi che, ha assicurato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ”termineranno il 15 maggio prossimo, quando entrera’ in vigore l’accordo siglato dal governo italiano con quello libico sul pattugliamento congiunto delle coste”.

Intanto a Lampedusa si registra una nuova fuga dal Centro di identificazione ed espulsione: una ventina di migranti sono riusciti ad allontanarsi dal Centro, prima di essere bloccati qualche ora dopo dai carabinieri. Due di loro, sorpresi a rubare all’interno di alcune villette disabitate, sono stati arrestati; altri cinque sono stati denunciati per violazione di domicilio. Episodi che fanno salire nuovamente la tensione sull’isola, dove in questi momenti si trovano complessivamente 720 extracomunitari distribuiti tra il Cie di contrada Imbriacola e l’ex base Loran di Capo Ponente. Ieri il sindaco, Dino De Rubeis, aveva lamentato la mancanza di assistenza medica adeguata per i 222 migranti sbarcati nel pomeriggio. Affermazioni seccamente smentite dal responsabile del Dipartimento immigrazione del Viminale, Mario Morcone: ”Il sindaco dice il falso. Sul molo, hanno operato quattro medici e un infermiere e l’ambulanza che il dipartimento liberta’ civili ha acquistato e che e’ costantemente a disposizione delle necessita’ sull’isola”.

LIBIA; OIM, 300 DISPERSI IN MARE
GINEVRA – Sono circa trecento gli immigrati dispersi al largo delle coste libiche. Lo ha detto all’Afp l’Organizzazione internazionale per le migrazioni citando fonti diplomatiche a Tripoli. ”Le autorita’ libiche hanno confermato il naufragio e le nostre fonti diplomatiche a Tripoli riferiscono di 300 dispersi”, ha detto il portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), Jean-Philippe Chauzy. Tre barconi carichi di migranti sono affondati ieri al largo delle coste libiche. Dalle prime ricostruzioni, ha detto ancora il portavoce dell’Oim, sembra che i tre barconi sovraccarichi di disperati siano colati a picco in seguito a un forte vento. Una quarta imbarcazione in difficolta’, invece, sembra sia stata rimorchiata fino alla terraferma.

 

 

 

 





Le nuove Milizie Volontarie per la Sicurezza Nazionale (alias ‘ronde’)

1 03 2009

giovani fascisti, formati fin dai primi anni della scuola di Andrea Musacci

Breve rassegna stampa:

“A pochi giorni dal varo del decreto che autorizza le ronde di privati cittadini, Fiamma Tricolore sta mettendo in piedi la sua «squadra» a Udine. E’ partito il reclutamento di 100 volontari, rigorosamente di italica stirpe, «molti dei quali esperti di arti marziali o ex appartenenti alle forze armate o a corpi di polizia per i servizi di sicurezza del territorio». I baldi giovani saranno dotati di cellulare, torce e spray anti-aggressione. La squadra sarà intitolata ad Ettore Muti, gerarca fascista della prima ora – con tanto di militanza nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale – e segretario del Partito nazionale fascista.”

“Il decreto anti-stupri del governo non fa che accelerare un processo in corso: decine sono le ronde già attive nei comuni del centro-nord. Il rischio? Le mani dei partiti sulla sicurezza. Una parte delle ronde ha infatti un colore politico: in testa, sventolano le bandiere della Lega Nord, seguite da quelle di An, Destra di Storace, Forza Nuova e Fiamma tricolore.”

“Le prime? Le “Ronde padane”, nate a Voghera nel 1997: “Stavamo raccogliendo le firme per chiedere una maggiore presenza di polizia nel centro storico – racconta uno dei fondatori, Gigi Fronti – quando ci venne in mente che noi stessi potevamo fare la nostra parte formando squadre che, disarmate, girassero per la città”. Quanti sono i volontari padani? Numeri ufficiali non ce ne sono, ma Mario Borghezio, già dieci anni fa, parlava di 8mila persone: “Da Cuneo e Trieste sono una quarantina i comuni coinvolti, anche grandi come Modena, Torino e Monza”. “

“La bandiera della sicurezza porta voti e fa gola a molti. Gli altri partiti non stanno a guardare: si muove Alleanza nazionale, con Azione Giovani a Torino, Padova e Venezia; muovono i primi passi le ronde della Destra di Francesco Storace alla periferia di Roma; la Fiamma Tricolore annuncia di aver cento militanti pronti a Trieste; Forza Nuova è già attiva a Foggia e Pescara.”

ARRIVANO LE RONDE A FERRARA

“Si chiameranno “A sen chi!” ed entreranno presto in azione anche a Ferrara. Si tratta di volontari della Lega Nord pronti ad aderire alle ronde. Gli elenchi saranno gestiti dalla prefettura, ma An si mostra contraria alle improvvisazioni.”





Medici-spie, diritto alla salute e deontologia medica

1 03 2009

PASSI IMPORTANTI VERSO IL FASCISMO DEL XXI SECOLO

di Andrea Musacci

Tra i punti del decreto sicurezza – passo importante verso la strutturazione di una società profondamente razzista ed esclusiva – uno dei più gravi è quello che lascia ai medici la possibilità di denunciare pazienti ‘irregolari’;

Ecco, invece, il giuramento che i medici compiono prima di iniziare la professione.

Il Giuramento di Ippocrate è il giuramento che medici ed odontoiatri prestano prima di iniziare la professione.
Prende il nome da Ippocrate che lo formulò nel 430 a.C.

(N.B.: sottolineature e/o evidenziature in grassetto sono opera mia)

“Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:

  • di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;
  • di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
  • di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
  • di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;
  • di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;
  • di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali;
  • di evitare, anche al di fuori dell’ esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;
  • di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
  • di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica;
  • di prestare assistenza d’ urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell’Autorità competente;
  • di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
  • di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;
  • di astenermi dall’”accanimento” diagnostico e terapeutico.”