
IL CAIRO – L’Egitto annuncerà entro 48 ore un accordo per una tregua di 18 mesi fra Hamas e Israele nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato oggi il numero due dell’ufficio politico del movimento integralista islamico palestinese, Mussa Abu Marzuk, all’agenzia egiziana Mena.
”Abbiamo dato il nostro accordo per una tregua con la parte israeliana della durata di un anno e mezzo”, ha detto Marzuk. L’accordo prevede ”l’apertura di sei punti di passaggio fra Gaza e Israele e la sospensione di qualsiasi attivita’ militare e di aggressione”, ha precisato il numero due di Hamas, che risiede a Damasco e guida la delegazione di alto livello di Hamas al Cairo. L’annuncio sara’ fatto dall’Egitto dopo contatti con le altre fazioni palestinesi e la parte israeliana, ha aggiunto. Marzuk ha aggiunto che la questione della liberazione del soldato franco-israeliano Gilad Shalit, nelle mani di Hamas, non rientra nell’accordo. La delegazione di Hamas e’ andata al Cairo per dare la sua risposta definitiva alla formula proposta dall’Egitto per consolidare il cessate il fuoco che ha posto fine alla guerra nella Striscia di Gaza, il 18 gennaio.
Tutto come previsto.
di Antonio Vergoni
Come si ripete la storia senza troppo badare alle circostanze che cambiano!? Ecco che dopo l’ennesimo sfogo guerrafondaio di Israele, unica nazione al mondo , tra quelle “sviluppate”, a cui è permesso ogni tanto di dare libero sfogo alle proprie velleità imperialiste, e scaricare un pò dell’ingente arsenale (tra i più sovenzionati al mondo) in suo possesso su qualche popolo arabo.
Ecco che se quest’ultima volta è stata la Striscia, e ieri è stato il Libano (estate 2006), domani chissà..di sicuro solo il fatto che saranno altri morti arabi.
L’ennesima tregua da parte della dirigenza di Hamas, in un gioco delle parti assurdo e fuori controllo, soprattutto per le conseguenze che da sempre colpiscono direttamente il popolo palestinese.
Ora ci si prepara alla prossima “road map”, alla prossima conferenza di pace sul Medio Oriente, così permettendo la ribalta ai “pacificatori occidentali”, con il nuovo presidente americano primo tra i primi.
Israele e il suo governo corrotto devono rispondere di crimini contro l’umanità per il genocidio di Gaza. Una volta tanto i politici ultra fascisti d’Israele devono pagare. Le tregue non sono quelle che impone Hamas, ma sono quelle che vengono concesse ogni volta che la macchina bellica d’Israele si muove. L’impunità concessa a questo stato Sviluppato è incocepibile e assurda e non si può più tollerare.
di Andrea Musacci
1300 morti palestinesi. 13 morti israeliani.
Questa non è una guerra, ma un massacro unilaterale. Lo Stato occupante è uno: quello israeliano; il popolo occupato e maciullato uno: quello palestinese.
Bisogna spiegarlo questo.
Bisogna dire che gli ebrei e la loro ideologia sionista non è più definita terrorista perchè sono divenuti ‘Stato’ 60 anni fa; ma da fine ‘800 fino agli anni ‘40 del ‘900 erano terroristi, agivano clandestinamente, facevano attentati contro gli inglesi (ex occupanti di quella zona). Poi hanno iniziato a massacrare e a cacciare i palestinesi dalle loro terre; e sono divenuti Stato (Ben Gurion docet). Quel terrorismo e quella pulizia etnica sono continuate e continuano fino ad ora.
Solo che ora sono legittimate e finanziate dagli Stati occidentali borghesi e da alcuni dei loro governi fantocci in medio-oriente. Nonostante ciò, Israele in 60 anni ha violato più di 60 risoluzioni dell’ONU (l’ultima il 12 gennaio 2009), sempre senza conseguenze; questo dimostra che è impossibile un unico democratico governo mondiale finchè regnerà la prepotenza della superpotenza americana.
A proposito il neo-presidente USA, Obama, ha fatto promesse di pace nella Striscia di Gaza. Ma la parola pace va spiegata, va argoamentata; non vuol dire niente, anche Bush la usava…e io temo che Obama voglia, nelle migliore delle ipotesi, mascherare l’appoggio indiscriminato dell’imperialismo USA dietro un tardivo, ipocrita e finto posizionamento tra i due contendenti, senza trascinare i ‘macellai’ israeliani (Livni, Olmert, Barak ecc.) davanti ad un tribunale internazionale, senza concedere una sovranità ai palestinesi, senza interrompere i finanziamenti militari ad Israele.
Tra Israele, subalterno all’imperialismo USA, criminale, ideologicamente anti-arabo, e un popolo più laico di quello israeliano, che da 60 anni è costretto ad emigrare, con un numero enorme di morti (quasi 4000), e di feriti, io appoggio quest’ultimo. Appoggio la resistenza del popolo palestinese.