Dopo un autunno molto caldo il movimento torna a farsi sentire . Preceduta da una grande onda di cartapesta è partita da via Po la manifestazione contro il vertice. I ragazzi sfilano al grido di ‘Noi la crisi non la paghiamo’. Incatenato il cancello di una banca. Lanci di uova e petardi contro un altro istituto di credito. Ieri scontri tra la polizia e dimostranti. Laurearsi conviene. A tre anni dal termine degli studi lavora il 73,2%
ultimo aggiornamento: 19 maggio, ore 13:00
Torino, 19 mag. (Adnkronos) – Preceduto da una grande onda di cartapesta con sopra un surf e dallo striscione ‘Un’altra volta, un’altra Onda voi il fallimento del presente noi l’anomalia del futuro’ è partito da via Po il corteo contro il G8 dell’Università in corso al Castello del Valentino. Alcune migliaia di studenti arrivati da tutta Italia e anche dall’estero stanno sfilando al grido di “Noi la crisi non la paghiamo”. Fra loro anche una delegazione da Chiaiano con le bandiere ‘No alla discarica’. Tra gli slogan anche “Ci bloccano il futuro blocchiamo la città, questa è la risposta dell’Università”.
Un fiore appiccicato al muro, un sacchetto di segatura e un sacco a imitare un bidone della raccolta rifiuti con l’invito a ‘Compostare il rettore’ con accanto alcuni cartelli con scritte come ‘Dal letame nascono i fiori’. Questa la protesta fatta davanti al rettorato dell’Università di Torino durante il corteo dell’Onda anomala.
Insieme ai manifestanti c’è anche un pool di avvocati con pettorina arancione sulla quale è scritto “Supporto legale” con il numero di cellulare da chiamare in caso di necessità. Stessa scritta fatta su un piccolo pezzo di carta che veniva distribuito ai manifestanti alla partenza del corteo.
Un gruppo di manifestanti ha incatenato il cancello di una banca in Corso Vittorio Emanuele. Due catene con lucchetto e lo striscione “L’Onda non pagherà questa crisi”, questa l’azione messa in campo . In precedenza c’erano stati lanci di uova e petardi e accensione di fumogeni contro un’altra banca. I manifestanti stanno ora protestando davanti alla sede di un’agenzia di lavoro interinale, sempre con fumogeni e con scritte sulle vetrine mentre dall’interno venivano abbassate le serrande.
Intanto, è ripreso tra imponenti misure di sicurezza al Castello del Valentino il G8 dell’Università, vertice che riunisce oltre 40 rappresentanti delle Università di tutto il mondo che si concluderà con una dichiarazione che verrà portata alla presidenza del Consiglio in occasione del G8 dell’Aquila di luglio. L’area circostante il Castello del Valentino è presidiata da carabinieri e agenti di polizia mentre i vigili urbani stanno progressivamente chiudendo al traffico le vie che saranno interessate dalla manifestazione studentesca che partita da Palazzo Nuovo raggiungerà corso Marconi, davanti al Castello.
Proprio corso Marconi, tra corso Massimo D’Azeglio e via Madama Cristina, è completamente chiuso al traffico mentre nelle vie limitrofe cartelli sconsigliano il posteggio delle auto. Anche i commercianti della zona si preparano ad abbassare le serrande al passaggio della manifestazione.
Da Adnkronos di oggi
___________________________________________________________________________________________________
Riprende vita anche il movimento studentesco, che in molte realtà italiane riesce a creare una tale forza d’urto in grado di spaventare i potenti.
Con azioni di grande effetto dimostrativo, il corteo sta attraversando Torino generando una certa inquietudine tra la popolazione. Serrande abbassate per il passaggio dei manifestanti sono brutto segno, vuol dire non capire il dovere di solidalizzare con i dimostranti, perchè la loro protesta è la protesta di tutti, la loro lotta una lotta di società.
Tranne per le banche e per le agenzie interinali per le quali è consigliabile starsene chiusi, il resto è codardia. E lo Stato che fa? Ha paura e morde, carica i manifestanti e dispiega le proprie forze d’ordine a protezione dell’ “Olimpo dei magnifici rettori”, in quel castello chiusi a cianciare il miglior modo per spegnere anche l’ultimo barlume di speranza per un futuro migliore.
Il Summit garantisce comunque all’Onda di essere disposto ad ascoltare il dissenso, ma è l’Onda a rispondere: grazie no! solo chiacchere. Noi la crisi non la paghiamo; noi la crisi ve la creiamo!
J.
Commenti Recenti