Firma la petizione per non pagare la crisi !

10 07 2009

Firma la petizione online:

http://www.firmiamo.it/propostetasseuniversitarieferrara

Il Governo ancora una volta ci mette le mani in tasca imponendo alla nostra Università l’aumento delle tasse.

Quello che attualmente si presenta come evento ineluttabile è in realtà, anche, la conseguenza del colpevole silenzio tenuto da Student Office di fronte ai disastrosi effetti delle leggi 133/2008 e 1/2009 riguardanti l’ Università e da noi più volte evidenziati e contestati.

L’Onda Ferrara appoggia la posizione dei rappresentanti di minoranza nel Consiglio Studenti circa la:

1) Rivalutazione dei parametri della fasciazione ISEE-ISPE per rappresentare meglio le condizioni economiche attuali degli studenti. Tendere al raggiungimento di una tassazione progressiva (non a gradoni).

2) Riconsiderazione dei parametri che portano a stabilire importi diversi per facoltà diverse. Maggiore trasparenza e obiettività nell’assegnazione di tali importi.

3) Suddivisione della tassa universitaria in 3 o 4 rate in modo da renderne più affrontabile il pagamento alla famiglia tipo.

FALLO ANCHE TU: FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE ONLINE
http://www.firmiamo.it/propostetasseuniversitarieferrara





Student Office col suo silenzio è complice delle politiche classiste e criminali del Governo contro l’Università pubblica

7 07 2009

di Andrea Musacci

Il Governo Berlusconi nel giugno 2008 iniziò a mostrare il proprio progetto sull’università: la conoscenza, secondo la destra, deve essere un privilegio, non più un diritto, dev’essere uno strumento di potere nelle mani della classe dominante, di quei pochi che economicamente se la possono permettere. Di conseguenza iniziarono, anche a Ferrara, le discussioni e le proteste di gran parte del mondo universitario italiano contro il celeberrimo D.L. 112/2008 (che sarebbe diventata L.133), il quale prevedeva forti tagli ai finanziamenti statali (FFO) per le università (spese per il personale, per la ricerca di base e per la manutenzione ordinaria delle strutture), la possibilità (obbligata vista i tagli) di privatizzare gradualmente l’intero sistema universitario nazionale, e forti tagli al personale (docente e non docente).

Student Office (S.O.) – associazione fondata da Comunione e Liberazione – iniziò fin da subito ad appoggiare queste politiche del Governo. Fersini (S.O., Presidente del Consiglio degli Studenti di UniFe) all’assemblea d’Ateneo dell’8 luglio ’08 dichiarò addirittura che il D.L. 112 “porta con sé una grande opportunità”, e nel documento proposto da S.O. Ferrara nella seduta del Consiglio degli Studenti del 17 novembre scorso si dichiara che “la vocazione pubblica dell’università non è certo compromessa dall’intervento economico di privati nell’ambito dell’attività di ricerca, di gestione di servizi e della governance.” Insomma, Student Office è stata fin da subito, e continua a esserlo, favorevole alla graduale privatizzazione degli Atenei nel nostro Paese e anche a Ferrara, per favorire i grandi e piccoli padroni e banchieri.

Anche per quanto riguarda i tagli del FFO, in realtà non vi è mai stata critica di nessun tipo. Nello stesso documento di S.O. Ferrara, si auspica “che la distribuzione dei tagli al FFO tenga conto del reale stato di salute di ciascun ateneo”; vale a dire che si appoggia la politica di ridurre i tagli solo a quegli Atenei che per stare dentro i parametri limiteranno le assunzioni di personale o chiederanno elemosine alle imprese e alle banche locali già presenti nei c.d’a. di eventuali fondazioni universitarie. Palese è la discriminazione verso gli altri Atenei: per gli studenti (e rispettive famiglie), i quali si vedranno – conseguentemente – aumentare in modo insostenibile le tasse e diminuire i servizi, e per quei lavoratori che verranno precarizzati o licenziati.

Tutto ciò è stato dimostrato dall’atteggiamento di S.O. nei confronti del movimento in difesa di un’università pubblica, statale e democratica. Student Office, sia a livello nazionale sia a livello ferrarese, ha attuato una campagna di odio e diffamazione contro il movimento stesso, difendendo l’egoismo e l’indifferenza di quell’indistinta massa di studenti che in tutta Italia ha ignorato le assemblee, le manifestazioni, gli scioperi, insomma tutti i momenti di dibattito e di protesta.

Si comprende, quindi, perché nell’ultimo mese i dirigenti ferraresi di S.O. abbiano – nei loro volantini, nelle loro assemblee, nelle mail agli studenti  – volutamente nascosto che la vera causa dell’aumento delle tasse studentesche nel nostro ateneo sia i tagli del loro Governo amico, un Governo che come loro sta cercando di costruire un sistema universitario totalmente in mano a padroni e banchieri, per trasformare l’università in uno strumento di formazione della futura classe dirigente borghese italiana, con buona pace della democrazia e della cultura di massa e popolare.

Andrea Musacci

membro del Consiglio degli Studenti – Università di Ferrara





Contro l’aumento delle tasse universitarie, denunciamo I VERI RESPONSABILI: IL GOVERNO, LA DIRIGENZA DEL NOSTRO ATENEO E I CIELLINI ACCONDISCENDENTI!

24 06 2009

Leggi la Richiesta consiglieri di minoranza

…E IO PAGO!!

Di fronte ad una pesantissima crisi economica il Governo Italiano risponde con la dismissione dell’ Università pubblica programmando tagli di 1,4 miliardi di euro per i prossimi cinque anni.

Noi crediamo invece che l’ investimento in ricerca e istruzione pubblica sia una delle vie d’ uscita da questa crisi, uno strumento fondamentale per il progresso di tutta la nostra società.

L’ovvia conseguenza delle scelte governative è la penuria di fondi per la gestione del “sistema università”.

Il nostro ateneo si trova di fronte ad un buco di bilancio pari a circa 3.000.000 di euro. La soluzione individuata dal Consiglio di Amministrazione dell’ateneo è stata quella di predisporre un aumento delle contribuzioni studentesche.

Ci troviamo di fronte solo alla prima di una serie di azioni dirette a smantellare il diritto al libero accesso all’istruzione e all’ Università.

E’ davvero assurdo che debbano essere gli studenti a pagare le conseguenze di politiche scellerate che tendono a trasformare un diritto in un gravoso onere.

Ancor più inconcepibile è la totale mancanza di TRASPARENZA da parte degli organi istituzionali nella gestione dell’ affaire.

E’ inaccettabile che non tutte le forze di rappresentanza studentesca abbiano libero accesso ai dati ufficiali relativi all’ aumento della tassazione universitaria.

E’ inoltre intollerabile che la sola Student Office utilizzi in maniera poco chiara e unicamente a scopi propagandistici informazioni che i suoi rappresentanti avrebbero dovuto IMMEDIATAMENTE riferire a tutte le componenti del Consiglio Studenti.

L’Onda Ferrara condanna fermamente tali modalità di gestione e diffusione delle informazioni che riguardano l’intera popolazione studentesca.

Il Governo ancora una volta ci mette le mani in tasca imponendo alla nostra Università l’aumento delle tasse.

Quello che attualmente si presenta come evento ineluttabile è in realtà, anche, la conseguenza del colpevole silenzio tenuto da Student Office di fronte ai disastrosi effetti delle leggi 133/2008 e 1/2009 riguardanti l’ Università e da noi più volte evidenziati e contestati.

L’Onda Ferrara appoggia la posizione dei rappresentanti di minoranza nel Consiglio Studenti circa la:

·         riconsiderazione dei parametri che stabiliscono l’importo delle diverse tassazioni per le diverse facoltà;

·         rivalutazione delle fasce di ISEE e ISPE in base al nuovo assetto economico, al fine di raggiungere una tassazione progressiva;

·         suddivisione del pagamento in 3 o 4 rate considerando i periodi di maggior entrate della famiglia tipo.

Onda Ferrara – CSU: per un’Università partecipata!

Email: ondaferrara@gmail.com

Sito Web: ondaferrara.blogspot.com





Migliaia di studenti in piazza contro il G8 dell’università. Torino invasa dal corteo dell’Onda.

19 05 2009

onda torinoDopo un autunno molto caldo il movimento torna a farsi sentire . Preceduta da una grande onda di cartapesta è partita da via Po la manifestazione contro il vertice. I ragazzi sfilano al grido di ‘Noi la crisi non la paghiamo’. Incatenato il cancello di una banca. Lanci di uova e petardi contro un altro istituto di credito. Ieri scontri tra la polizia e dimostranti. Laurearsi conviene. A tre anni dal termine degli studi lavora il 73,2%

 

ultimo aggiornamento: 19 maggio, ore 13:00

Torino, 19 mag. (Adnkronos) – Preceduto da una grande onda di cartapesta con sopra un surf e dallo striscione ‘Un’altra volta, un’altra Onda voi il fallimento del presente noi l’anomalia del futuro’ è partito da via Po il corteo contro il G8 dell’Università in corso al Castello del Valentino. Alcune migliaia di studenti arrivati da tutta Italia e anche dall’estero stanno sfilando al grido di “Noi la crisi non la paghiamo”. Fra loro anche una delegazione da Chiaiano con le bandiere ‘No alla discarica’. Tra gli slogan anche “Ci bloccano il futuro blocchiamo la città, questa è la risposta dell’Università”.


Un fiore appiccicato al muro, un sacchetto di segatura e un sacco a imitare un bidone della raccolta rifiuti con l’invito a ‘Compostare il rettore’ con accanto alcuni cartelli con scritte come ‘Dal letame nascono i fiori’. Questa la protesta fatta davanti al rettorato dell’Università di Torino durante il corteo dell’Onda anomala.

Insieme ai manifestanti c’è anche un pool di avvocati con pettorina arancione sulla quale è scritto “Supporto legale” con il numero di cellulare da chiamare in caso di necessità. Stessa scritta fatta su un piccolo pezzo di carta che veniva distribuito ai manifestanti alla partenza del corteo.

Un gruppo di manifestanti ha incatenato il cancello di una banca in Corso Vittorio Emanuele. Due catene con lucchetto e lo striscione “L’Onda non pagherà questa crisi”, questa l’azione messa in campo . In precedenza c’erano stati lanci di uova e petardi e accensione di fumogeni contro un’altra banca. I manifestanti stanno ora protestando davanti alla sede di un’agenzia di lavoro interinale, sempre con fumogeni e con scritte sulle vetrine mentre dall’interno venivano abbassate le serrande.

Intanto, è ripreso tra imponenti misure di sicurezza al Castello del Valentino il G8 dell’Università, vertice che riunisce oltre 40 rappresentanti delle Università di tutto il mondo che si concluderà con una dichiarazione che verrà portata alla presidenza del Consiglio in occasione del G8 dell’Aquila di luglio. L’area circostante il Castello del Valentino è presidiata da carabinieri e agenti di polizia mentre i vigili urbani stanno progressivamente chiudendo al traffico le vie che saranno interessate dalla manifestazione studentesca che partita da Palazzo Nuovo raggiungerà corso Marconi, davanti al Castello.

Proprio corso Marconi, tra corso Massimo D’Azeglio e via Madama Cristina, è completamente chiuso al traffico mentre nelle vie limitrofe cartelli sconsigliano il posteggio delle auto. Anche i commercianti della zona si preparano ad abbassare le serrande al passaggio della manifestazione.

Da Adnkronos di oggi

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Riprende vita anche il movimento studentesco, che in molte realtà italiane riesce a creare una tale forza d’urto in grado di spaventare i potenti.

Con azioni di grande effetto dimostrativo, il corteo sta attraversando Torino generando una certa inquietudine tra la popolazione. Serrande abbassate per il passaggio dei manifestanti sono brutto segno, vuol dire non capire il dovere di solidalizzare con i dimostranti, perchè la loro protesta è la protesta di tutti, la loro lotta una lotta di società.

Tranne per le banche e per le agenzie interinali per le quali è consigliabile starsene chiusi, il resto è codardia. E lo Stato che fa? Ha paura e morde, carica i manifestanti e dispiega le proprie forze d’ordine a protezione dell’ “Olimpo dei magnifici rettori”, in quel castello chiusi a cianciare il miglior modo per spegnere anche l’ultimo barlume di speranza per un futuro migliore.

 Il Summit garantisce comunque all’Onda di essere disposto ad ascoltare il dissenso, ma è l’Onda a  rispondere:  grazie no! solo chiacchere. Noi la crisi non la paghiamo; noi la crisi ve la creiamo!

J.